giovedì 11 luglio 2013
rifiuti e mancata differenziata lo scandalo della provincia di Latina e il reato penale degli amministratori incapaci
Nessun capoluogo in classifica. Faticano ancora Latina, Terracina e Aprilia
Solo due comuni riciclano bene
Sermoneta e Campodimele nella «top ten» di Legambiente Lazio
«IL PORTA A PORTA È IL
MODELLO VINCENTE
E VA ESTESO IN TUTTO
IL TERRITORIO
DI ALBERTO DALLA LIBERA http://www.latina-oggi.it/public/newspaper/read/hash/5ebabf3a77b486be64424912621a227f
S
ono lontani ormai
i tempi in cui il
Comune di Latina figurava nella lista
dei cosiddetti “riciclo -
ni”, i centri in cui la
raccolta differenziata
raggiunge ottimi livelli. Sono passati anni,
un tempo abbastanza
lungo durante il quale
l’amministrazione non
è riuscita a migliorare
sensibilmente la raccolta che attualmente
non arriva al 35%. Sono altri invece i Comuni della provincia di
Latina ad entrare nella
“top ten” dei centri più
virtuosi, tutti piccoli se
si considera che nella
speciale classifica appena pubblicata da Legambiente Lazio non
risulta esserci neanche
un capoluogo della regione. Due i Comuni
che entrano di diritto
tra i migliori del Lazio
in fatto di raccolta differenziata: Sermoneta
e Campodimele.
E proprio il Comune lepino, come del resto Castelnuovo di Porto (Rm) e
Oriolo Romano (Rm), si
sono aggiudicati anche il
nuovo titolo della ventesima edizione dei “riciclo -
ni” come comuni “R i fi u t i
Free”, per essere riusciti aridurre di circa il 90% la
quantità di rifiuti da smaltire. Sermoneta si piazza
in decima posizione con
una differenziata del pari
all’81,3% e con un indice
di 63,64. Al 42esimo posto si piazza invece Campodimele con una differenziata al 66,2% e indice
di 51,10.
Insomma, ottimi risultati
che riguardano due picco li centri da sempre abituati ad una gestione accurata
dello smaltimento e della
raccolta dcei rifiuti; Sermoneta è entrata più volte
in classifica dal 2007 in
poi. Pesano, al contrario,
le situazioni di comuni
più grandi, come Terracina ed Aprilia, dove si fa
fatica ad implementare la
separazione dei rifiuti.
Nel Comune di Latina va
meglio, l’amministrazio -
ne si sta impegnando ad
attivare il servizio dove
non esiste, anche se
l’obiettivo imposto
dall’Unione europea,
quello del 65%, appare
ancora molto lontano.
«Crescono le esperienze
di buona gestione dei rifiuti nel Lazio soprattutto
nelle piccole realtà - ha
dichiarato Lorenzo Parlati, presidente di Legambiente Lazio - con raccolte porta a porta con risultati ottimi per la
differenziata, ma Roma e
i capoluoghi restano a
guardare. Serve molto impegno da parte della Regione. Il porta a porta è il
modello vincente e va
esteso in tutto il territorio,
fondando un nuovo ciclo
virtuoso che batta discariche e inceneritori, rimettendo mano al piano rifiuti
regionale e - ha concluso
- puntando su impianti per
gestire la raccolta differenziata».
Lo studio di Legambiente Lazio ha riguardato tutti i comuni del Lazio che
sono stati successivamente suddivisi in categorie al
di sopra e al di sotto dei
10mila abitanti. Nel Lazio
su 378 comuni sono soltanto dieci i “ricicloni”,
una percentuale ancora
molto bassa: il 2,60% del
totale.
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