Da Terni a Frosinone, da Firenze a Bologna, da Trieste a Roma vengono abbattuti soprattutto pini domestici ma anche pioppi, lecci ed eucalipti. "Potature fatte male, così si crea il problema". La legge tutela solo le piante "monumentali" così ogni ente fa come vuole "perché non essendoci regole spesso si va al risparmio". Eppure salvarli non è impossibile, come dimostra il caso di Lignano Sabbiadoro
I VERDI: “SERVONO NORMATIVE PIU’ STRINGENTI” – Il tutto dovrebbe essere ben regolamentato, anche se al momento, come detto, non c’e’ una normativa precisa. Il coordinatore esecutivo nazionale dei Verdi, Angelo Bonelli, a IlFattoQuotidiano.it propone “una nuova normativa che indirizzi gli enti locali e imponga un registro delle alberature”. Secondo l’ex parlamentare, “serve anche un piano di finanziamento a livello ministeriale, perché la cura del verde verticale deve essere equiparato ad una vera e propria opera pubblica”.
Nando Bonessio, candidato per i Verdi alle elezioni europee, torna sul caso Roma. “La Giunta capitolina – dice – ha votato un ottimo regolamento per il verde, il 16 gennaio scorso, che potrebbe essere preso a modello anche per future leggi nazionali. Purtroppo, però, le vicissitudini politiche che hanno portato alla rimozione dell’assessora Pinuccia Montanari e all’interim a Virginia Raggi, hanno bloccato l’approvazione in Assemblea Capitolina. Il risultato è che la Capitale continua nel suo taglio indiscriminato degli alberi, con gravi conseguenze per la vivibilità urbana”.
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