Al via il Planet Summit alle porte della capitale francese. Il presidente: "Oggi si gioca una nuova tappa nella nostra lotta collettività". Al vertice 50 capi di Stato e di governo, i rappresentanti di 130 Paesi, 12 progetti da centinaia di milioni di dollari per combattere il cambiamento climatico
di ANTONIO CIANCIULLO ''Make Our Planet Great Again". Posando accanto a questo slogan, il presidente francese Emmanuel Macron sfida Donald Trump a pensare in grande, a risolvere i problemi anziché crearli. Per il secondo anniversario dell'accordo di Parigi sul clima, il governo francese ha organizzato l'One Planet Summit che serve a rendere evidente una contraddizione planetaria: l'industria globale sta accelerando il passo verso un sistema di produzione in sintonia con l'ambiente, Washington tira il freno aiutando il caos climatico.Nous entamons le temps de l’action. L’urgence est devenue permanente. #OnePlanet #OnePlanetSummit
Avec Marion Cotillard et Arnold Schwarzenegger nous répondons aux 400 jeunes collégiens et lycées invités au #OnePlanet Summit - parce qu’il n’est pas trop tard ! parce que nous comptons sur les jeunes générations pour protéger la planète avec nous !ne Planet !
Clima, Macron al vertice di Parigi: "Stiamo perdendo la battaglia"
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Progress is unstoppable, but it needs to accelerate http://bit.ly/2B0zYaZ #OnePlanet Summit starts in Paris with a powerful video from @UN #ParisAgreement
Nonostante il taglio delle emissioni deciso nel vertice sul clima del dicembre 2015, l'obiettivo di bloccare il riscaldamento climatico entro un tetto compreso tra 1,5 e 2 gradi di aumento rispetto all’era preindustriale si allontana. Nel 2017, dopo tre anni di stasi, le emissioni di anidride carbonica sono tornate a crescere.
"La responsabilità è della Cina, che consuma il 51% del carbone mondiale, e che nel 2017, avendo avuto un calo dell'idroelettrico, ha invertito il trend aumentando l'utilizzo del carbone”, spiega Edo Ronchi, presidente della Fondazione per lo sviluppo sostenibile. "Però ci sono anche segnali positivi. Ad esempio i green bond, che in buona parte finanziano l'economia low carbon, erano poco più di 40 miliardi di dollari nel 2015: sono raddoppiati nel 2016 superando gli 80 miliardi e nel 2017 sono di nuovo più che raddoppiati, superando i 221 miliardi di dollari".
E il vertice di Parigi ha rafforzato questa tendenza: la Banca Mondiale ha fatto sapere che smetterà di finanziare a partire dal 2019 qualsiasi progetto di esplorazione e sfruttamento di petrolio e gas. Dal 2018 pubblicherà annualmente le emissioni di gas serra dei progetti che finanzia nei settori più inquinanti.
Inoltre la società di assicurazioni Axa ha annunciato che rinuncerà a stipulare polizze con le aziende coinvolte nella costruzione di centrali a carbone: il gruppo francese prevede di ritirare quasi 2,5 miliardi di euro di investimenti. Parallelamente, aumenterà i suoi investimenti green di 9 miliardi di euro entro il 2020. Anche la banca olandese ING entro il 2025 smetterà di finanziare i progetti basati sull'uso del carbone.
Infine, 237 aziende hanno deciso di valutare il rischio climatico nelle loro attività; tra queste 20 delle maggiori banche del mondo e l'80% dei gestori patrimoniali. Un gruppo di oltre 200 grandi investitori, tra cui HSBC e il più grande fondo pensionistico pubblico degli Stati Uniti (CalPERS), metterà sotto pressione 100 società tra le più inquinanti come gas serra perché riducano le loro emissioni.





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