(ANSA) - ROMA, 14 DIC - L'Artico si riscalda e non mostra segni di ritorno alla regione più gelida degli scorsi decenni: il ghiaccio marino invernale ha raggiunto livelli minimi nel 2017 e quest'anno sarà il secondo più caldo per temperatura media dell'aria. L'impietosa sintesi è dell'Agenzia americana per l'Atmosfera e gli Oceani (Noaa) che nel dossier annuale sulla regione polare evidenzia i segni di una tendenza inarrestabile al riscaldamento.
Per la Noaa l'Artico è in una "nuova normalità" caratterizzata da perdite a lungo termine nell'estensione e nello spessore della copertura di ghiaccio marino, nell'estensione e nella durata della neve invernale e nella calotta di ghiaccio della Groenlandia e dei ghiacciai artici.
Altro trend il riscaldamento della superficie marina e di quella del permafrost.
Il 2017, si legge nell'Arctic Report Card 2017, è il secondo anno più caldo, dopo il 2016, per temperatura media annuale dell'aria dal 1990: registrati 1,6 gradi centigradi sopra la media del periodo 1981-2010. Invece l'estensione massima del ghiaccio marino invernale, che viene misurata ogni marzo, è stata la più bassa mai registrata. Lo spessore del ghiaccio marino diventa più sottile di anno in anno: il ghiaccio annuale comprende il 79% della copertura, mentre il ghiaccio pluriennale il 21%. Nel 1985 il ghiaccio pluriennale rappresentava il 45% del ghiaccio marino.
Sopra la media anche le temperature della superficie marina: di 4 gradi centigradi ad agosto 2017 nei mari di Barents e Chukchi. È in aumento, dal 2003, la proliferazione di plancton nell'oceano artico, effetto dello scioglimento primaverile del ghiaccio che permette alla luce del sole di raggiungere gli strati superiori del mare. Anche la tundra è più verde: i dati satellitari indicano che nel 2015 e nel 2016 la vegetazione complessiva è aumentata.(ANSA).
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Per la Noaa l'Artico è in una "nuova normalità" caratterizzata da perdite a lungo termine nell'estensione e nello spessore della copertura di ghiaccio marino, nell'estensione e nella durata della neve invernale e nella calotta di ghiaccio della Groenlandia e dei ghiacciai artici.
Altro trend il riscaldamento della superficie marina e di quella del permafrost.
Il 2017, si legge nell'Arctic Report Card 2017, è il secondo anno più caldo, dopo il 2016, per temperatura media annuale dell'aria dal 1990: registrati 1,6 gradi centigradi sopra la media del periodo 1981-2010. Invece l'estensione massima del ghiaccio marino invernale, che viene misurata ogni marzo, è stata la più bassa mai registrata. Lo spessore del ghiaccio marino diventa più sottile di anno in anno: il ghiaccio annuale comprende il 79% della copertura, mentre il ghiaccio pluriennale il 21%. Nel 1985 il ghiaccio pluriennale rappresentava il 45% del ghiaccio marino.
Sopra la media anche le temperature della superficie marina: di 4 gradi centigradi ad agosto 2017 nei mari di Barents e Chukchi. È in aumento, dal 2003, la proliferazione di plancton nell'oceano artico, effetto dello scioglimento primaverile del ghiaccio che permette alla luce del sole di raggiungere gli strati superiori del mare. Anche la tundra è più verde: i dati satellitari indicano che nel 2015 e nel 2016 la vegetazione complessiva è aumentata.(ANSA).
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