Il rapporto REN21 sull'energia pulita registra livelli record degli investimenti: i Paesi in via di sviluppo hanno sorpassato quelli sviluppati. E la Cina ha un ruolo fondamentale nello sviluppo
Parliamo di investimenti pari a 286 miliardi di dollari. Dunque un doppio primato: sia dal punto di vista della capacità elettrica aggiunta sia dal punto di vista della scommessa economica. E a queste due caratteristiche del 2015 se ne aggiunge una terza, da non sottovalutare: il sorpasso da parte dei paesi di nuova industrializzazione su quelli di antica industrializzazione. Il mondo che conoscevamo, quello in cui il Nord galoppava tecnologicamente e il Sud arrancava, non esiste più. E l’energia pulita è una delle frontiere su cui la competizione è più forte.
La Cina nel 2015 ha messo sul piatto più di un terzo degli investimenti globali per le rinnovabili. L’Europa invece ha perso terreno e l’Italia ha subito una pesante battuta di arresto (nel 2015 la produzione di elettricità da fonti rinnovabili è scesa dal 43 al 38% e le emissioni serra sono aumentate del 2%). Nonostante queste difficoltà paesi come il Portogallo, la Gran Bretagna e la Germania hanno toccato in alcuni periodi picchi molto alti di produzione elettrica.
Un altro elemento critico che il rapporto evidenzia è l’asimmetria della corsa delle rinnovabili. Nel 2015 a livello globale sono andati fortissimo solare ed eolico, mentre non hanno ancora sviluppato le loro potenzialità settori come la geotermia e le biomasse. Emily Rochon, di Greenpeace, ha commentato: “Il progresso c’è ma non basta a raggiungere gli obiettivi indicati dalla conferenza di Parigi per ottenere la sicurezza climatica. Il G7 ha detto che i sussidi ai combustibili fossili cesseranno entro il 2025: è troppo tardi. Smettiamo subito di pagare per essere inquinati”. http://www.repubblica.it/ambiente/2016/06/01/news/energia_rinnovabili_il_2015_e_stato_il_migliore_della_storia-141057379/?ref=HREC1-39
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