La procura chiede, quindi, di “accertare se dallo stabilimento Eni di Taranto (raffineria), nonché dallo stabilimento Hidrochemical di Taranto si diffondano in modo illecito, gas, vapori, sostanze areiformi o altri composti contenenti sostanze pericolose per la salute dei lavoratori operanti all’interno degli impianti e per lapopolazione del vicino centro abitato di Taranto ed eventualmente di altri centri vicini, con particolare riferimento alle emissioni odorigene segnalate nelle decine di denunce in atti”. Non solo. Il pool di inquirenti vuole accertare soprattutto le origini e lecause che hanno determinato la diffusione di quelle nubi di gas per valutare eventuali effetti dannosi per la salute di lavoratori ecittadini. Infine, il collegio di esperti individuato dal tribunale dovrà fornire anche informazioni sulle “misure tecniche necessarie per eliminare la situazione di pericolo, anche in relazione ai tempi di attuazione delle stesse e alla loro eventuale drasticità”.
Intanto nel registro degli indagati sono finiti in otto: si tratta diGaetano De Santis, Carlo Settimio Guarrata e Luca Amoruso, direttori della raffineria tarantina dal 10 novembre 2004 al 1 ottobre 2013; Mario Betti, Fabio Cincotti e Alessandro Cao, che si sono succeduti nel ruolo di responsabile operativo della raffineria dal 6 dicembre 2004 sino a oggi. Ma nell’inchiesta sono finiti anche Antonio e Francesco Costatino, che hanno ricoperto la amministratore unico della Hidrochemical Service dal 10 giugno 1997 fino al 6 ottobre 2014. Per tutti l’accusa formulata dai pubblici ministeri è di getto pericoloso di cose in concorso e di violazione di alcuni punti del testo unico sull’ambiente. http://www.ilfattoquotidiano.it/2015/07/17/taranto-non-solo-ilva-la-procura-apre-unindagine-sulle-nubi-di-gas-verificare-se-provengono-da-eni-e-hidrochemal/1883915/
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