AMBIENTE , SOSPETTI SULL’AMBIENTE DEL BRACCONAGGIO ROMA - Si intravedono le immagini degli animali, disegnate sui totem dei paletti dei recinti, le travi di una costruzione in legno, e qualche piccolo residuo di struttura. E poi solo un enorme ammasso di cenere. E’ ciò che resta del Centro visite dell’Oasi Lipu, la lega italiana protezione uccelli di Castel di Guido, alle porte della Capitale, dopo l’incendio, pare di natura dolosa, verificatosi probabilmente intorno alle quattro del mattino di mercoledì 22. L’incendio avrebbe potuto avere conseguenze più tragiche. Pochi giorni fa, infatti, alcuni ragazzi che lo frequentano avevano deciso di trascorrere la notte a Castel di Guido.
RIPARTIRE SENZA PAURA - Si attende l’esito delle indagini, dopo i primi prelievi effettuati sul posto dai carabinieri. Qualcuno ipotizza che con questo atto «brutale e pericoloso», si sia provato a intimidire i volontari del Centro Lipu. La risposta di Fulvio Mamone Capria, è però secca e decisa: «Ricostruiremo il Centro visite, cureremo l’Oasi meglio che mai, rendendola ancora più bella e battendoci per la tutela concreta della natura e contro il bracconaggio».
22 gennaio 2014
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