L’Unione Europea stanzierà per la nuova programmazione finanziaria 2014-2020 un budget di 322 miliardi di euro, da ridistribuire nei vari fondi FESR (Fondo europeo per lo sviluppo regionale), FSE(Fondo sociale europeo) e Fondo di Coesione
Tali finanziamenti, che saranno erogati in misura proporzionale sulla base del bisogno di ogni regione e del loro grado di sviluppo, dovranno anche fungere da catalizzatore per attirare capitali privati, per massimizzare l’impatto della spesa pubblica ed incoraggiare investimenti finanziari sostenibili (si ricordino gli strumenti JESSICA, JEREMIE e JASMINE), quali prestiti, garanzie, partecipazioni o altri strumenti di rischio.
La Commissione europea, quindi, ha proposto un quadro regolatore per i Fondi Strutturali, che si compone di 11 Obiettivi Tematici, tra cui ricordiamo per quanto riguarda i cambiamenti climatici e l’ energia:
- Il passaggio a un'economia a basse emissioni di carbonio
- L’adattamento al cambiamento climatico e la gestione e prevenzione dei rischi
- La tutela dell'ambiente e l'efficienza delle risorse
- I trasporti sostenibili
Sarà previsto un maggiore sostegno degli investimenti legati ad obiettivi energetici europei, nell’ottica di una progressiva transizione verso un'economia a basse emissioni di carbonio in tutti i settori, con una particolare attenzione per le energie rinnovabili, l'efficientamento energetico e le reti intelligenti a livello di distribuzione.
Gli stanziamenti minimi, in questi ambiti, dovranno essere di almeno il 20% del totale delle risorse del FESR a livello nazionale nelle regioni più sviluppate, e di almeno il 6% delle risorse del FESR nelle regioni meno sviluppate.
La Commissione ha previsto, inoltre, documentazioni programmatiche per ogni Stato membro atte a stabilire una base di partenza per un dialogo costruttivo in preparazione degli accordi di partenariato, che lo Stato membro dovrà stringere con l’Unione, sulla base di valutazioni ex ante circa il mercato e la possibilità di partecipazione di privati.
Ogni Stato membro, dopo aver realizzato l’accordo di partenariato, deve aprire un tavolo di consultazione da condurre a livello nazionale, regionale e locale dalle autorità competenti e dagli stakeholders interessati, che si concretizzi nella realizzazione diProgrammi Operativi che delineino le priorità da adottare per la allocazione dei Fondi Strutturali.
Ciò significa che, per esempio, uno Stato membro che voglia utilizzare tali fondi per investire in efficentamento energetico di strutture abitative dovrà da una parte preparare un accordo di partenariato che preveda il rispetto della legislazione europea in materia (in particolare la Direttiva sulla Prestazione energetica nell’edilizia), e dall’altra, successivamente, aprire un processo di consultazione che coinvolga le parti interessate a livello locale, incluse le agenzie energetiche e gli stakeholders, per giungere alla realizzazione dei Programmi Operativi. http://pattodeisindaci.upinet.it/44/approfondimenti/programmazione_ue_2014_2020/#.UtaoiWuS-ik.twitter
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