giovedì 16 gennaio 2014
Marino nomina il manager indagato e poi lo caccia STROZZI E L’AMA
Il fatto quotidiano 16 gennaio 2014
di Nello Trocchia
Neanche una settimana fa
il sindaco di Roma Ignazio
Marino aveva presentato i
nuovi vertici di Ama, l’azienda
municipalizzata che si occupa
della raccolta dei rifiuti
nella capitale, la scelta era caduta
sul manager Ivan Strozzi
con il ruolo di amministratore
unico. Ieri Marino ne ha
chiesto, ottenendole, le dimissioni:
“A seguito della nomina
abbiamo appreso di un
procedimento penale che lo
riguarda direttamente, l’omissione
in più colloqui di
questo fatto è gravissima e un
rapporto fiduciario non può
essere costruito in questo modo”.
Strozzi, in serata, si è dimesso:
“Mi dispiace per l’equivoco,
rinuncio agli incarichi
in Ama”. Un’inchiesta del
Fatto quotidiano. it aveva raccontato,
in anteprima, l’indagine
istruita dalla Procura di
Patti, in provincia di Messina
a carico di Strozzi. Il sindaco
ha così chiesto un passo indietro
all’amministratore
unico. Strozzi è indagato per
traffico illecito di rifiuti, insieme
ad altre 17 persone, inadempimento
di contratti in
pubbliche forniture e frode in
pubbliche forniture, nella
qualità di (ex) amministratore
delegato di Enia, l’azienda
multiservizi che operava a
Parma, Reggio Emilia e Piacenza,
oggi Iren. L’avviso di
conclusioni indagini è stato
firmato, lo scorso ottobre, dal
procuratore capo Rosa Raffa
con la successiva notifica agli
indagati. La procura dovrà,
all’esito di questa fase, decidere
se chiedere il rinvio a
giudizio. L’indagine coinvolge
18 persone tra manager e
amministratori, i reati sono a
rischio prescrizione.
I FATTI riguardano l’attività
svolta dall’Enia a Messina e il
contratto stipulato nel 2005
con l’Ato Me 1 (ambito territoriale
ottimale, ndr), costituito
nel 2002 dalla provincia
di Messina e da 33 comuni.
Nel 2004 viene bandita la gara
per il servizio di raccolta dei
rifiuti per 7 anni. A vincerla è
un raggrupamento temporaneo
di imprese, con capogruppo
una società bolognese
e tra le mandanti anche l’al -
lora Agac di Reggio, poi Enia
(ora Iren, ndr). Il raggruppamento
si riunisce in una società
consortile, la Nebrodi
Ambiente, con lo scopo di gestire
l’appalto vinto. Secondo
la Procura il servizio di raccolta
è stato effettuato da società,
tutte sprovviste dei requisiti
tecnici e legali di legge, usando
mezzi di altre sigle, “non avviando
– si legge nell’avviso di
conclusioni indagini – le operazioni
di recupero dei rifiuti
speciali che venivano conferiti
presso centri comunali di raccolta
privi delle autorizzazioni,
conferendo presso le isole
ecologiche rifiuti speciali pericolosi”.
Strozzi dal canto suo
ha ribadito la correttezza del
suo operato: “Io arrivai in
Enia nel 2006 quando quelle
partecipazioni erano già state
avviate, non ho avuto alcun
ruolo operativo nel contesto
siciliano”. Ma di quella inchiesta
nessuna parola con il
sindaco e così Strozzi lascia
l’incarico. Ora l’Ama aspetta
un nuovo manager.
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