La discarica di Borgo Montello,
bonifica tmb, allodole e falchi
Qualche sprovveduto (o interessato?) a
proposito dell'impianto tmb e della posizione contraria per un
progetto sbagliato parlava di sindrome nimby. Poi oggi si
leggono dichiarazioni di esponenti aziendali di quello che doveva
essere il gioiello di famiglia come di un progetto datato,
superato, non più attuale e non rispondente alle nuove tecnologie.
Quindi inutile. Sappiamo che la regione Lazio è sotto
procedura di infrazione nell'ambito del ciclo dei rifiuti sia
per il conferimento illegale in discarica del tal quale, per
il fallimento della differenziata e per i finti impianti di tmb,
per i progetti e impianti sbagliati. Sempre di illegalità si tratta.
Ma anche di inquinamento, devastazione e disastro ambientale,
malattie, disagi, morti, di perdita di valore dei beni immobili. Le
inchieste parlano di fatti di inaudita gravità. I cittadini
avevano evidenziato che la variante urbanistica del comune di
Latina approvata il 21 dicembre scorso (che ha ridotto i vincoli
della delibera “degli alberelli di Cirilli”, così
definita in consiglio comunale dal pd, la numero 169 del 28/12/2012)
non era affatto di interesse pubblico. Anzi che era in contrasto e in
contraddizioni con le dichiarazioni di Di Giorgi e Cirilli (sindaco
e vice del Comune di Latina) seguenti e precedenti la delibera
169/2012 e la determina del comune di Latina dell'estate 2012 di
nomina del gruppo di lavoro per l'attuazione della stessa delibera
169/2012. La variante del 21 dicembre, secondo i cittadini, doveva
servire solo alla realizzazione del contestato impianto di Tmb che
altrimenti (in base alla delibera 169/2012) non poteva essere
realizzato. E se non veniva realizzato non si poteva rinnovare
l'AIA per la discarica di Borgo Montello scaduta due anni fa ad
aprile 2012 e mai rinnovata. Il “gioiello di famiglia”
(diventato progetto superato, quindi inutile) secondo le
dichiarazioni nelle intercettazioni viene dichiarato, dai
rappresentanti della società proponente “specchietto per le
allodole”. Adesso si tratta di capire chi sono i falchi, chi le
allodole. Se la maggioranza o l'opposizione (del comune, della
provincia, della regione) o chi altro. Qualche buontempone del pd,
dopo gli arresti, chiedeva di “fare chiarezza”. La
prendiamo come una battuta, perchè altrimenti, vorrebbe dire che
viene da marte per non conoscere i fatti (almeno in parte) raccontati
nelle indagini, dubbi molti dei quali già espressi da comitati e
cittadini. O comunque per non essersi accorto del ciclo dei rifiuti
“malato” a Roma come a Latina. E con grande coinvolgimento,
sembrerebbe dalle indagini, di esponenti del pd, ma anche di pseudo
ambientalisti “del fare” o del juke-box. Sia quel che sia la
mancata emanazione di atti, di provvedimenti in autotutela, di
modifica di pareri favorevoli a impianti “specchietti per le
allodole” o, peggio, frutto di pareri falsi da parte degli enti
locali, a distanza di 10 giorni dagli arresti eclatanti che
coinvolgono politici e dirigenti di enti locali di rilievo è ancora
peggiore, se possibile, di questo che viene definito un sistema di
“inaudita gravità”. Quale motivazione ci può essere dietro
questa mancata revisione di atti che potrebbero essere, secondo le
indagini, illegittimi o “specchietto per le allodole”? Si legge
sempre nelle cronache di oggi dell'opposizione della società
interessata dalle indagini per aver cercato e ottenuto dagli enti
locali, dai politici favori, che la stessa società si sarebbe
opposta o si potrebbe opporre alla bonifica del grave inquinamento
delle falde. E con il processo in corso sempre per inquinamento delle
falde nel quale né il comune di Latina né la regione Lazio si sono
costituiti parte civile. L'intreccio di rapporti e le telefonate
c'entrano qualcosa in questa mancata costituzione di parte civile?
C'è qualche strumento che può garantire che la bonifica venga
effettuata nonostante il parere contrario dell'azienda? Come? Quale
garanzia i cittadini avrebbero che la bonifica venga effettuata
correttamente dopo i “fatti di inaudita gravità” riscontrati
nelle indagini? Chi controlla? Perchè la Asl dopo 2 anni (marzo
2012) dall'inoltro delle analisi dell'ArpaLazio sul perdurare e
aggravamento dell'inquinamento delle falde ancora non si esprime sui
rischi per la salute in merito all'uso umano o per irrigazione delle
acque inquinate?
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