sabato 18 gennaio 2014

La discarica di Borgo Montello, bonifica tmb, allodole e falchi

La discarica di Borgo Montello, bonifica tmb, allodole e falchi
Qualche sprovveduto (o interessato?) a proposito dell'impianto tmb e della posizione contraria per un progetto sbagliato parlava di sindrome nimby. Poi oggi si leggono dichiarazioni di esponenti aziendali di quello che doveva essere il gioiello di famiglia come di un progetto datato, superato, non più attuale e non rispondente alle nuove tecnologie. Quindi inutile. Sappiamo che la regione Lazio è sotto procedura di infrazione nell'ambito del ciclo dei rifiuti sia per il conferimento illegale in discarica del tal quale, per il fallimento della differenziata e per i finti impianti di tmb, per i progetti e impianti sbagliati. Sempre di illegalità si tratta. Ma anche di inquinamento, devastazione e disastro ambientale, malattie, disagi, morti, di perdita di valore dei beni immobili. Le inchieste parlano di fatti di inaudita gravità. I cittadini avevano evidenziato che la variante urbanistica del comune di Latina approvata il 21 dicembre scorso (che ha ridotto i vincoli della delibera “degli alberelli di Cirilli”, così definita in consiglio comunale dal pd, la numero 169 del 28/12/2012) non era affatto di interesse pubblico. Anzi che era in contrasto e in contraddizioni con le dichiarazioni di Di Giorgi e Cirilli (sindaco e vice del Comune di Latina) seguenti e precedenti la delibera 169/2012 e la determina del comune di Latina dell'estate 2012 di nomina del gruppo di lavoro per l'attuazione della stessa delibera 169/2012. La variante del 21 dicembre, secondo i cittadini, doveva servire solo alla realizzazione del contestato impianto di Tmb che altrimenti (in base alla delibera 169/2012) non poteva essere realizzato. E se non veniva realizzato non si poteva rinnovare l'AIA per la discarica di Borgo Montello scaduta due anni fa ad aprile 2012 e mai rinnovata. Il “gioiello di famiglia” (diventato progetto superato, quindi inutile) secondo le dichiarazioni nelle intercettazioni viene dichiarato, dai rappresentanti della società proponente “specchietto per le allodole”. Adesso si tratta di capire chi sono i falchi, chi le allodole. Se la maggioranza o l'opposizione (del comune, della provincia, della regione) o chi altro. Qualche buontempone del pd, dopo gli arresti, chiedeva di “fare chiarezza”. La prendiamo come una battuta, perchè altrimenti, vorrebbe dire che viene da marte per non conoscere i fatti (almeno in parte) raccontati nelle indagini, dubbi molti dei quali già espressi da comitati e cittadini. O comunque per non essersi accorto del ciclo dei rifiuti “malato” a Roma come a Latina. E con grande coinvolgimento, sembrerebbe dalle indagini, di esponenti del pd, ma anche di pseudo ambientalisti “del fare” o del juke-box. Sia quel che sia la mancata emanazione di atti, di provvedimenti in autotutela, di modifica di pareri favorevoli a impianti “specchietti per le allodole” o, peggio, frutto di pareri falsi da parte degli enti locali, a distanza di 10 giorni dagli arresti eclatanti che coinvolgono politici e dirigenti di enti locali di rilievo è ancora peggiore, se possibile, di questo che viene definito un sistema di “inaudita gravità”. Quale motivazione ci può essere dietro questa mancata revisione di atti che potrebbero essere, secondo le indagini, illegittimi o “specchietto per le allodole”? Si legge sempre nelle cronache di oggi dell'opposizione della società interessata dalle indagini per aver cercato e ottenuto dagli enti locali, dai politici favori, che la stessa società si sarebbe opposta o si potrebbe opporre alla bonifica del grave inquinamento delle falde. E con il processo in corso sempre per inquinamento delle falde nel quale né il comune di Latina né la regione Lazio si sono costituiti parte civile. L'intreccio di rapporti e le telefonate c'entrano qualcosa in questa mancata costituzione di parte civile? C'è qualche strumento che può garantire che la bonifica venga effettuata nonostante il parere contrario dell'azienda? Come? Quale garanzia i cittadini avrebbero che la bonifica venga effettuata correttamente dopo i “fatti di inaudita gravità” riscontrati nelle indagini? Chi controlla? Perchè la Asl dopo 2 anni (marzo 2012) dall'inoltro delle analisi dell'ArpaLazio sul perdurare e aggravamento dell'inquinamento delle falde ancora non si esprime sui rischi per la salute in merito all'uso umano o per irrigazione delle acque inquinate? 

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