lunedì 19 agosto 2013

Latina caos rifiuti I carichi che non entrano nell’impianto vanno nella discarica provinciale «vietata» I rifiuti fuori controllo

Da una settimana ogni giorno vengono respinte 200 tonnellate da Rida N ell’indifferenza totale la grande beffa dei rifiuti nell’estate 2013 prosegue. Dopo il blocco dei conferimenti oltre le 610 tonnellate al giorno presso Rida, molte città sono tornate a conferire il tal quale in discarica, violando la direttiva comunitaria e tutti i dictat imposti dalla Regione Lazio. In questi giorni la discarica provinciale di Indeco a Borgo Montello, continua a crescere e quella accanto di EcoAmbiente continua a emanare odori nauseabondi. I controlli invocati dai cittadini, promessi dall’Arpa e ritenuti indispensabili dalla Regione Lazio sono letteralmente spariti. Sul piano strettamente tecnico ecco cosa succede da quindici giorni a questa parte grazie al periodo feriale che svuota tutti gli uffici pubblici: l’unico impianto di trattamento obbligatorio dei rifiuti manda indietro camion con carichi che complessivamente ammontano a duecento tonnellate di immondizia ogni giorno. E tutte dovrebbero andare in un altro impianto del territorio regionale da scegliere tra quelli funzionanti (il più vicino resta Saf in provincia di Frosinone); invece i camion respinti dalla società che gestisce l’impianto titolare del contratto con i Comuni, ossia la Rida di Aprilia, semplicemente tornano nelle discariche. Le stesse di cui da anni si dice che devono essere gradualmente dismesse, o ridotte al minimo indispensabile. L’em erge nz a esplosa due settimane fa con l’esclusione dei camion del Comune di Latina non è stata neppure analizzata per le altre città, comunque respinte dall’impian - to Rida. E nel frattempo cominciano ad emergere anche nuove crepe nella raccolta differenziata. E’ chiaro ormai che i dati di questa estate segnano un -10% nel totale della differenziata. Le motivazioni sono diverse e sono legate intanto all’aumento delle presenze ma anche al calo di attenzione sulla raccolta e sul porta a porta lungo tutto il litorale, ossia proprio nelle città turistiche. Il primo problema con cui si devono confrontare le amministrazioni comunali è quello di ripulire le spiagge e il centro dai rifiuti. Tenere l’im - mondizia per strada è l’unica cosa che i Comuni non si possono permettere per motivi igienici e di immagine. Ma nessuno in questo momento si sta chiedendo cosa accade dentro le due discariche di Montello, né come sta andando il trattamento meccanico biologico che aveva rappresentato una delle «rivoluzioni» imposte dalla Regione Lazio lo scorso anno proprio al fine di arrivare a dismettere i siti delle due discariche di Montello. La presenza di una massa così elevata di immondizia non trattata può pesare anche sulle condizioni già precarie delle falde acquifere ma anche qui i controlli sono stati letteralmente sospesi. In fondo l’ultima nota della Regione notificata all’am - ministrazione provinciale di Latina lasciava all’iniziativa della società Rida e dei singoli Comuni la responsabilità di regolamentare il surplus di rifiuti che non si possono trattare nell’im - pianto di Aprilia Latina Oggi 19 agosto 2013

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