“DIFENDERÒ
la
raffineria di Gela e i
lavoratori
fino alla fine, a costo di apparire
come
l’ultimo Samurai o come
l’ultimo
giapponese del Secondo conflitto
mondiale”.
Lo ha detto il presidente
della
Regione, Rosario Crocetta, intervenendo
ieri
alla seduta straordinaria
del
consiglio comunale sulla ‘vertenza
Gela’.
“L'Eni non può pensare che noi
autorizziamo
nuovi pozzi in Sicilia per
2,4
miliardi di euro allo scopo di affidarlo
poi
all’area padana”, riferendosi
alla
raffineria di Sannazzaro di Pavia.
Secondo
Crocetta questo sarebbe “un
doppio
sfruttamento della Sicilia senza
ritorno
occupazionale: forniremo perciò
il
nostro petrolio solo alle imprese
che
intendono investire in Sicilia e creare
valore
aggiunto, altrimenti non ha
senso
estrarlo”. La cosa squallida è che
c’è
un piano di dismissioni che riguarda
solo
il Sud, non è vero che ci sono investimenti
alternativi;
quelli indicati
dall’azienda
sono una beffa”. il fatto quotidiano 12 luglio 2014
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