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come si è saputo del progetto della centrale a biogas della Migliara 46 e ½?
Quando il comune di Pontinia ha dato notizie del progetto della centrale a biogas?
Cosa è emerso nell'incontro con l'amministrazione comunale del 30 marzo in aula consiliare
quali e quanti impianti a biogas – biomasse esistono nel comune di Pontinia?
quali sono le conclusioni dell’ISDE a proposito degli impianti a biogas e biometano?
cosa ha fatto il comune di Latina per contrastare impianti simili?
il comune di Pontinia può regolamentare la realizzazione di questi impianti a biogas, biometano e biomasse?
posso essere bocciati o annullati i regolamenti comunali?
si può fare ricorso contro l'autorizzazione rilasciata dalla Provincia di Latina (e i relativi pareri) per la centrale a biogas della Migliara 46 e ½?
chi può presentare il ricorso?
per quali motivazioni si può presentare ricorso?
il sindaco di Pontinia può esprimere un parere?
il parere contrario sanitario del Sindaco può essere superato?
cosa succede se il Sindaco esprime parere contrario sanitario?
quale la reazione dei cittadini?
è cambiata la posizione del comune di Pontinia dopo la dura reazione dei cittadini, in seguito all’incontro nell’aula consiliare del 30 marzo?
I cittadini sono soddisfatti?
Le motivazioni del Sindaco Dottor Eligio Tombolillo contro centrale a turbogas esprimendo il parere contrario a difesa della salute pubblica
Impianto a biogas ex Mira Lanza SS7 Appia Mesa di Pontinia
Pontinia e la qualità dell'aria da migliorare per l'OMS, con il superamento del limite consigliato per 3 volte
breve ripasso sui rifiuti a Pontinia:
Riepilogo
come si è saputo del progetto della centrale a biogas della Migliara 46 e ½?
Risposta: Tramite la ricerca settimanale dei vari albi pretori della provincia e della regione. La provincia di Latina ha pubblicato l'autorizzazione il 19 marzo https://albopretorio.provincia.latina.it/jalbopretorio/AlboPretorio?servizio=dettaglio&idPratica=72594&. Il materiale non è più disponibile nel sito in quanto la provincia di Latina toglie la pubblicazione dall'albo pretorio che dovrà essere richiesto con accesso agli atti. L'autorizzazione si può consultare https://pontiniaecologia.blogspot.com/2026/03/il-testo-dellautorizzazione.html “il testo dell'autorizzazione dell'impianto a biometano,”
E' stata riportata la notizia della pubblicazione nell'albo pretorio della provincia (come tanti altri progetti, notizie e studi) nel blog Pontinia Ecologia “a meno di 500 m dal centro abitato (incrocio tra via Migliara 47 e via don Luigi Sturzo m 490), 580 m dal cimitero comunale, 980 m dalle scuole di Borgo Pasubio, 1 km dalla Chiesa di Sant'Anna con tutti i pareri favorevoli, senza nessuna informazione ai cittadini e quindi senza consentirne la partecipazione, approvata l'ennesima centrale a biogas, per la costruzione ed esercizio di un impianto di digestione anaerobica per la produzione di biogas da biomasse di origine vegetale, reflui zootecnici e sottoprodotti dell’industria agro-alimentare, con successiva sezione di upgrading del biogas per la produzione di biometano, con capacità produttiva pari a 505 Smc/h, e delle relative opere ed infrastrutture connesse, da ubicarsi nel Comune di Pontinia, Via Migliara 46 ½ DX, Foglio n. 59 p.lle 15, 26 e 27” https://pontiniaecologia.blogspot.com/2026/03/a-meno-di-500-m-dal-centro-abitato.html (visualizzato da oltre 1.500 persone) e inviato a qualche contatto nei social tra le tante notizie che si condividono. Ne è venuta a conoscenza Daniela Lombardi che, da presidente del comitato dei commercianti di Pontinia, ha informato il Direttivo e chiesto incontro al Sindaco.
Risposta: durante il consiglio comunale del 24 marzo anche per via della presenza dei componenti del comitato spontaneo contrario alla centrale a biogas.
Risposta: l'amministrazione comunale è a conoscenza del progetto dello scorso anno, ha partecipato all'unica conferenza dei servizi a maggio 2025, esprimendo un parere (non contrario) con alcune prescrizioni. Dai dati resi noti dall'amministrazione comunale l'impianto di progetto ha la disponibilità di ricevere oltre 4 volte la produzione di deieizioni derivanti dagli allevamenti di bufali (circa 27 mila capi) e mucche (circa 7 mila capi), La rappresentante dell'ISDE della provincia di Latina, dottoressa Franca Maragoni ha spiegato le criticità di questo tipo di impianti reperibili al link https://www.isdenews.it/biometano-sostenibilita-in-discussione-isde-lancia-lallarme-sui-possibili-rischi-ambientali-e-sanitari-degli-impianti-di-digestione-anaerobica-e-pubblica-un-nuovo-position/ Durante l'incontro, cui hanno partecipato, pur non potendo entrare nell'aula consiliare, circa 150 cittadini. Diversi hanno chiesto la posizione dell'amministrazione e il Sindaco ha dichiarato di essere favorevole al tipo di impianto, pur ribadendo le criticità per l'impianto in questione, relativamente all'ubicazione e alla viabilità. Vedere parere del comune di Pontinia: Domanda di Autorizzazione Unica, ai sensi dell’art. 12 del D.Lgs n. 387/03, per la costruzione ed esercizio di un impianto di produzione di biometano, e delle relative opere ed infrastrutture connesse, da fonti rinnovabili, nel Comune di Pontinia (LT), Via Migliara 46 ½ DX, di potenza nominale di 500 Smc/h. - Conferenza di Servizi Decisoria art. 14, c. 2, Legge n. 241/1990 – Richiedente: VISTER SOC. AGR. A R.L. con sede legale in Piazza IV Novembre, n. 4, Milano (MI). https://pontiniaecologia.blogspot.com/2026/03/parere-del-comune-di-pontinia-domanda.html
parere del comune di Pontinia. Domanda di Autorizzazione Unica, ai sensi dell’art. 12 del D.Lgs n. 387/03, per la costruzione ed esercizio di un impianto di produzione di biometano, e delle relative opere ed infrastrutture connesse, da fonti rinnovabili, nel Comune di Pontinia (LT), Via Migliara 46 ½ DX, di potenza nominale di 500 Smc/h. - Conferenza di Servizi Decisoria art. 14, c. 2, Legge n. 241/1990 – Richiedente: VISTER SOC. AGR. A R.L. con sede legale in Piazza IV Novembre, n. 4, Milano (MI).
Vedere post di presentazione dell'evento: https://pontiniaecologia.blogspot.com/2026/03/lattesa-per-lincontro-chiesto.html “martedì 31 marzo ore 20 incontro, aperto alla cittadinanza, in aula consiliare a Pontinia in Piazza Indipendenza per discutere dell'ennesimo impianto a biogas recentemente approvato dalla provincia di Latina, nel comune di Pontinia, a confine con il Sisto e quindi con il comune di Sabaudia, sulla Migliara 46 e 1/2 a meno di mezzo km dal centro abitato”.
quali e quanti impianti a biogas – biomasse esistono nel comune di Pontinia?
Risposta: sicuramente un impianto sulla Migliara 45, un altro nella zona agricola di Mazzocchio, La Cotarda, in via Migliara 51 (zona Mesa), nella zona industriale di Mazzocchio, un altro di progetto in via Fanelli e l'ultimo, l'unico contestato dall'attuale maggioranza, in progetto all'ex Mira Lanza. Come dichiarato dall'amministrazione comunale gli impianti presenti nel territorio (senza contare quelli di progetti) sono già esuberanti rispetto al fabbisogno della produzione locale sia di biomassa, che di umido e delle deieizioni degli impianti di allevamento. Quindi, qualora l'impianto della Migliara 46 e ½ dovesse entrare in funzione avrà bisogno di rifiuti da fuori provincia, stando anche da quanto dichiarato dai proponenti dell'impianto nell'ex Mira Lanza.
Risposta (pag. 21 e 22) 8. Conclusioni Il contenuto del presente documento suggerisce che gli impianti di DA finalizzati alla produzione di biogas/biometano e digestato: 1. Possono non essere sostenibili dal punto di vista ambientale. In particolare, la frazione organica con la quale gli impianti sono alimentati potrebbe essere gestita in maniera più sostenibile privilegiando la riduzione della produzione (specie nel caso delle biomasse di origine animale, ad elevato impatto ambientale e sanitario), l’autocompostaggio e il compostaggio aerobico tradizionale, scelta di primo livello tra le possibili modalità di gestione della frazione organica dei rifiuti. Inoltre, il fabbisogno energetico locale dovrebbe essere coperto, laddove necessario, privilegiando l’efficientamento energetico e le fonti realmente rinnovabili ed escludendola produzione di energia mediante combustione, come invece avverrebbe con la produzione e l’utilizzazione di biometano. 2. Possono contribuire ad incrementare le emissioni di gas ad effetto clima-alterante. Tale effetto è proporzionale all’incremento numerico e dimensionale degli impianti, alla quantità di digestato prodotto ed al suo utilizzo. Contributo significativo deriva dalle emissioni fuggitive di metano, gas dotato di potenzialità clima-alteranti enormemente maggiori rispetto alla CO2. 3. Rappresentano una sorgente addizionale di emissioni inquinanti in atmosfera (inquinanti gassosi, particolato, bioaerosol), oltre che di inquinamento olfattivo. È importante ricordare che le emissioni inquinanti non riguardano solamente composti chimici organici e/o inorganici ma anche batteri, funghi e tossine di origine microbica. La produzione di inquinanti impone la pianificazione di un adeguato e costante monitoraggio ambientale e sanitario non solo dei lavoratori ma anche dei residenti nelle aree limitrofe agli impianti. È anche importante ricordare che molti degli inquinanti prodotti dagli impianti di DA sono attualmente non normati, nonostante siano noti i rischi per la salute umana. Questo potrebbe generare pericolose sottostime e inadeguatezze sia nelle valutazioni d’impatto ambientale e sanitario preliminari (ante operam) sia nelle misure di monitoraggio e controllo ambientale. È anche rilevante ricordare come la quantità di inquinanti generata dalla DA dipenda non solo da ciò che viene direttamente emesso dall’impianto ma anche dalla formazione di inquinanti secondari anche questi pericolosi per la salute umana, il cui impatto non viene generalmente considerato nel corso degli iter autorizzativi.
4. Generano effetti negativi ambientali e sanitari secondari alla produzione e all’utilizzo del digestato. Tali effetti sono legati alla produzione di gas clima-alteranti e all’incapacità della DA di ridurre in maniera utile il contenuto di specifiche sostanze chimiche tossiche organiche e inorganiche e di batteri potenzialmente pericolosi presenti nelle biomasse che alimentano l’impianto. Inoltre, la presenza nelle biomasse di antibiotici, antibatterici, metalli e microplastiche è in grado di promuovere la selezione di geni di antibiotico-resistenza e di batteri antibiotico-resistenti che, oltre a generare rischi sanitari per esseri umani e animali, possono alterare la comunità microbica naturale dei suoli e la loro funzione, ed entrare nella catena alimentare.
5. Generano inquinamento olfattivo in grado di alterare la qualità della vita dei residenti nelle aree
limitrofe, e causare possibili effetti negativi sulla salute umana. Tale rischio è legato sia al ciclo di DA che al compostaggio aerobico previsto per il successivo trattamento del digestato prodotto.
Possono generare incidenti rilevanti secondari alla produzione di gas infiammabili e all’utilizzo di elevate temperature e pressioni. Tale rischio, da non sottovalutare, è ipotizzabile in base ad evidenze presenti nella letteratura internazionale e derivanti da analisi di incidenti precedenti che hanno coinvolto impianti realizzati a livello Europeo. Per la gestione delle biomasse organiche è necessario quindi orientarsi in primis verso una riduzione della produzione e prevedere un trattamento meno impattante e rischioso di quello anaerobico, come può essere quello aerobico gestito in maniera corretta.
cosa ha fatto il comune di Latina per contrastare impianti simili?
Risposta: il comune di Latina per l'impianto progettato in zona agricola a Borgo Carso, davanti e vicino case sparse, quindi lontano dai centri abitati come nel caso del progetto della Migliara 46 e ½, ha dato parere contrario e poi annullato la procedura, costituendosi al TAR per il ricorso della società proponente. Per il TAR non vale il solo parere contrario per il traffico e la sede stradale (prescrizione del comune di Pontinia). Il Comune di Latina ha quindi approfondito la questione e il ricorso al Consiglio di Stato è stato dichiarato estinto in seguito ad ulteriori documenti del Comune di Latina. Il comune ha quindi emesso ordinanza per la riduzione ed il divieto di transito per messi pesanti sulla stessa strada apponendovi la relativa segnaletica.
il comune di Pontinia può regolamentare la realizzazione di questi impianti a biogas, biometano e biomasse?
Risposta: certamente. Il comune di Latina lo ha approvato recentemente proprio per impedire il proliferarne in modo sbagliato, incompatibile con la produzione agricola di qualità per tutelare l'economia, il territorio e la salute pubblica. La richiesta di regolamentazione è arrivata direttamente nell'incontro del 30 marzo in aula consiliare dall'ex Sindaco di Pontinia e presidente della provincia di Latina, ing. Carlo Medici, in continuità con quanto regolamentato dal consiglio regionale e provinciale, oltre che dalla conferenza dei sindaci.
posso essere bocciati o annullati i regolamenti comunali?
Risposta: se non vengono fatti rispettando, nell'ordine, Direttive Europee, normative nazionali, regionali, sentenze e circolari. Se invece si procede nel rispetto delle stesse no. Come ha fatto il comune di Latina. Come le delibere in materia di Direttiva Seveso (impianti a rischio di incidente rilevante) e per la gestione pubblica dell'acqua dal comune di Pontinia che, oltre ad aver fatto giurisprudenza in materia di preconcessioni edilizie e dissesto, l'ha tatto in materia di Direttiva Seveso.
si può fare ricorso contro l'autorizzazione rilasciata dalla Provincia di Latina (e i relativi pareri) per la centrale a biogas della Migliara 46 e ½?
Risposta: sì entro 60 giorni dalla pubblicazione (quindi entro il 18/5) al TAR oppure entro 120 (17/6) al Capo dello Stato.
chi può presentare il ricorso?
Risposta: il comune di Pontinia, i cittadini (anche singolarmente), i comitati e le associazioni che dimostrino di avere interesse.
per quali motivazioni si può presentare ricorso?
Risposta: per le stesse che hanno consentito al comune di Pontinia di evitare (unico comune in Italia) impianto a turbogas e impianto a biomasse (da 20 MW).
il sindaco di Pontinia può esprimere un parere?
Risposta: certamente, come ha già fatto il Sindaco di Pontinia, dottor Eligio Tombolillo, ai sensi del testo unico in materia di salute pubblica in quanto si tratta di industria insalubre. Vedere a tale proposito il punto riportato sotto.
il parere contrario sanitario del Sindaco può essere superato?
Risposta: no se viene espresso, come ha fatto il Sindaco di Pontinia per le centrali a turbogas e biomasse con le motivazioni sanitarie, come riportato in tre distinti pareri del Consiglio di Stato.
cosa succede se il Sindaco esprime parere contrario sanitario?
Risposta: la procedura della conferenza dei servizi viene interrotta e passa all'ente Superiore (regione o Ministero o Presidenza del Consiglio dei Ministri). Per i progetti delle centrali a biomasse e turbogas progettati nel comune di Pontinia, dopo essere arrivati alla presidenza del consiglio dei ministri, sono stati definitivamente accontonati..
15. quale la reazione dei cittadini?
Risposta: oltre alle varie osservazioni sulla società “inattiva” e quindi senza bilancio, all'inutilità dell'impianto per la sovraproduzione rispetto alla necessità giustificato solo dall'ennesima speculazione, quindi senza motivazioni tecniche, si è passato ai timori per la sicurezza e sopratutto per la salute pubblica, come evidenziato dall'ISDE Latina. Sono stati ricordati i precedenti pareri del Sindaco di Pontinia (allora come oggi Dottor Eligio Tombolillo) che ha espresso il diniego ad altri impianti insalubri ed inquinanti (turbogas e biomasse) a tutela della salute pubblica, in base al regio decreto articolo 216 e 217 testo unico in materia di salute pubblica. (vedere il testo normativo https://www.bosettiegatti.eu/info/norme/statali/1934_1265.htm)
16. è cambiata la posizione del comune di Pontinia dopo la dura reazione dei cittadini, in seguito all’incontro nell’aula consiliare del 30 marzo?
Risposta https://latinatu.it/centrale-biometano-a-pontinia-anche-il-comune-contrario-al-progetto/
“In merito alla realizzazione del nuovo impianto di biogas previsto in Via Migliara 46 e 1/2, l’Amministrazione Comunale intende fare chiarezza sulla propria posizione, a tutela della cittadinanza e del territorio. L’Amministrazione ribadisce di non essere contraria a priori alla tecnologia del biogas. Fino ad oggi, gli impianti di questo tipo presenti sul territorio si sono dimostrati un valido compromesso ambientale e una risorsa strategica.
Essi rappresentano, infatti, una buona alternativa allo spandimento dei reflui zootecnici, una pratica che ha ormai raggiunto livelli critici di saturazione nel nostro Comune.
Tuttavia, l’approccio favorevole verso la tecnologia non esonera i singoli progetti da una rigorosa valutazione d’impatto locale. Nello specifico, l’impianto di Via Migliara 46 e 1/2 desta perplessità per i seguenti motivi: impatto sulla viabilità: Il previsto incremento del traffico pesante rischia di compromettere la sicurezza e la fluidità della circolazione locale, compreso il trasporto pubblico; rischio Odorigeno.
Nonostante l’Amministrazione abbia prontamente esposto tali criticità agli enti sovraordinati (Arpa e Provincia), a oggi non sono giunti riscontri atti a mitigare le preoccupazioni sollevate. Di conseguenza, di concerto con le figure tecniche e unitamente ai cittadini stiamo valutando qualsiasi ulteriore iniziativa per ostacolare tale progetto”.
17. I cittadini sono soddisfatti?
Risposta: Sicuramente no, visto che hanno convocato una nuova assemblea spontanea per l’8 aprile . (vedere https://pontiniaecologia.blogspot.com/2026/04/no-al-biogas-ridosso-delle-abitazioni-e.html no al biogas a ridosso delle abitazioni e a meno di 500 m dal centro abitato di Pontinia e a meno di 1 km la Chiesa di Sant'Anna, scuole dall'asilo nido, materne, elementari, medie, palestre, negozi, abitazioni, attività sanitarie. Nuovo incontro informativo alla popolazione mercoledì 8 aprile alle 20,30 presso il Topazio in via del Tavolato. La resistenza contro gli impianti per rifiuti e indesiderati continua)
18. Le motivazioni del Sindaco Dottor Eligio Tombolillo contro centrale a turbogas esprimendo il parere contrario a difesa della salute pubblica (articoli 216 e 217 REGIO DECRETO 27 luglio 1934, n. 1265): Il sindaco dottor Eligio Tombolillo è stato determinato a difendere il territorio e la salute dei suoi cittadini considerato che - secondo l’Agenzia Sanitaria Regionale del Lazio il comune di Pontinia ha il più alto indice (nel Lazio) di incidenza tumorale nell’apparato respiratorio femminile; - secondo il registro tumori della popolazione dell’Azienda Usl della provincia di Latina il distretto di Latina (che comprende i comuni di Latina, Sermoneta e Pontinia) aveva la più alta incidenza nelle malattie e nella mortalità per neoplasia uomo e donna dell’apparato respiratorio. A supporto delle motivazioni contrarie del Sindaco di Pontinia la consulenza e l'autorevole parere del Dr. Federico Valerio- S.S. Chimica Ambientale- Istituto Nazionale Ricerca Cancro, Genova, le biomasse che saranno usate come combustibile, anche dopo depurazione dei fumi prodotti, provocheranno l'immissione nell'ambiente di quantità non trascurabili di numerosi macro e micro inquinanti (polveri sottili ed ultra sottili, ossidi di azoto, idrocarburi policiclici aromatici, diossine..) con effetti potenzialmente pericolosi per la salute della popolazione esposta. Il parere del Sindaco di Pontinia dottor Eligio Tombolillo nella conferenza dei servizi, presso la Provincia di Latina del 27 gennaio 2009, per la centrale a biomasse proposta nel comune di Pontinia dalla Pontinia Rinnovabili srl . Il sindaco di Pontinia ha espresso il suo parere negativo, articolato e spiegato in 4 pagine, supportandolo con studi espressi in 22 pagine che dimostrano, tra l’altro:
- secondo l’Agenzia Sanitaria Regionale del Lazio il comune di Pontinia ha il più alto indice (nel
Lazio) di incidenza tumorale nell’apparato respiratorio femminile;
- secondo il registro tumori della popolazione dell’azienda Usl della provincia di Latina il distretto
di Latina (che comprende i comuni di Latina, Sermoneta e Pontinia) ha la più alta incidenza nelle
malattie e nella mortalità per neoplasia uomo e donna dell’apparato respiratorio;
- la mancanza della filiera corta.
Si richiama altresì il parere relativo alla stessa centrale a biomasse la relazione Dr. Federico Valerio
- S.S. Chimica Ambientale - Istituto Nazionale Ricerca Cancro, Genova,
Solo per citare qualche passaggio della prestigiosa relazione del Professor Federico Valerio, che
allega 2 pagine di bibliografia a sostegno, con 27 citazioni: nostra conclusione pertanto che
l’inquinamento ambientale indotto dall’impianto a biomasse che si intende realizzare a
Mazzocchio-Pontinia, pur nel pieno rispetto delle norme vigenti, peggiora l’attuale qualità dell’ria
con le emissioni da camino e con quelle del traffico veicolare indotto (ossidi di azoto, polveri fini
(PM10) ed ultra fini (PM2,5) e peggiora anche la qualità del suolo, e dei prodotti agricoli di questi
stessi suoli, con le ricadute di composti organici persistenti (diossine, furani, idrocarburi policiclici)
e probabilmente di metalli pesanti.
I rischi sanitari indotti da questa contaminazione, per quanto piccoli possano essere stimati, non
sono giustificati dai benefici collettivi indotti dalla realizzazione dell’impianto, il cui principale
scopo quello di massimizzare gli utili dei proponenti, in base agli attuali incentivi alla produzione di
elettricità da biomasse.
Diversi indicatori dello stato di salute della popolazione laziale segnalano nel territorio del comune
di Pontinia alcuni tra i più elevati fattori di rischio, in particolare per l’apparato respiratorio. In
questo contesto, riteniamo inopportuno aggiungere, con la centrale a biomasse, nuovi fattori di
rischio che si andrebbero inevitabilmente ad aggiungere ad altri, presumibilmente già presenti.
Riteniamo pertanto fondata e corretta, nonché pertinente ai suoi specifici compiti d’istituto, la scelta
del Sindaco di Pontinia di opporsi alla realizzazione di quest’opera. Questa opposizione ancor più
giustificata dal fatto che la centrale a biomasse proposta non assolutamente una scelta obbligata,
tantomeno una scelta strategica allo sviluppo del Paese. .Prof. Federico Valerio.
Vedere il parere sanitario contrario all'impianto a biomasse proposto dalla Pontinia Rinnovabili emesso dal sindaco di Pontinia dottor Eligio Tombolillo ai sensi del REGIO DECRETO 27 luglio 1934, n. 1265 articoli 216 e 217 per la tutela della salute pubblica https://pontiniaecologia.blogspot.com/2026/03/il-parere-sanitario-contrario.html
per chi fosse interessato al progetto della biogas alla Mira Lanza può consultare il box della regione
https://regionelazio.app.box.com/v/VIA-153-2021/folder/150984062221. Gli ultimi documenti caricati riportano la mia richiesta di parteciparvi e la nota dell'Arpa Lazio in risposta al Comune e alla Provincia come ha detto ieri sera il Sindaco.
La Presidenza del Consiglio dei Ministri scrive per il procedimento di Valutazione di Impatto Ambientale ex Mira Lanza SS7 Appia Mesa Pontinia. Progetto impianto a biometano, da rifiuti e liquami bufalini, la Regione Lazio Ufficio VIA convoca la terza e conclusiva seduta della conferenza di servizi il 7 aprile https://pontiniaecologia.blogspot.com/2026/03/la-presidenza-del-consiglio-dei.html
parere AUBAC impianto a biometano ex Mira Lanza RECKISER ITALIA S.p.A. – località Mesa SS 7 Appia Comune di Pontinia https://pontiniaecologia.blogspot.com/2026/03/parere-aubac-impianto-biometano-ex-mira.html
parere dell'ENAC, ex Mira Lanza impianto a biometano Mira Lanza SS7 Appia località Mesa comune di Pontinia https://pontiniaecologia.blogspot.com/2026/03/parere-dellenac.html
impianto a biometano Mira Lanza il comune di Pontinia chiede la riapertura del procedimento di bonifica del sito dopo la relazione del professionista incaricato, in seguito alla richiesta di chiarimenti all'Arpa Lazio in merito alla mancata rispondenza dei dati riscontrati dal professionista incaricato https://pontiniaecologia.blogspot.com/2026/03/impianto-biometano-mira-lanza-il-comune.html
impianto a biometano: anche la Provincia di Latina chiede chiarimenti all'Arpa Lazio. Procedura di bonifica del sito: Ex stabilimento MIRA LANZA – RECKITT BENCKISER ITALIA S.p.A. – Comune di Pontinia – Richiesta di controdeduzioni tecniche alla relazione del geologo Dr. Francesco Rosso https://pontiniaecologia.blogspot.com/2026/03/impianto-biometano-anche-la-provincia.html
impianto a biometano Mira Lanza il comune di Pontinia chiede chiarimenti all'Arpa Lazio in merito alla mancata rispondenza dei dati riscontrati dal professionista incaricato https://pontiniaecologia.blogspot.com/2026/03/blog-post.html
Verifica della determinazione dei Valori di Fondo Naturale del Sito ex Mira Lanza RELAZIONE TECNICA RELATIVA ALLO STUDIO DI COMPATIBILITÀ AMBIENTALE LOC. MESA – PONTINIA (RM) COMMITTENTE: COMUNE DI PONTINIA, procedimento di Valutazione di Impatto Ambientale ex Mira Lanza SS7 Appia Mesa Pontinia. Progetto impianto a biometano, da rifiuti e liquami bufalini https://pontiniaecologia.blogspot.com/2026/03/verifica-della-determinazione-dei.html
Elenco siti contaminati del 2022 della regione Lazio
Nell’elenco dei siti contaminati risultava la Reckitt Benckiser Italia S.p.A. - (Ex stabilimento Mira Lanza), indirizzo Via Appia Km 86,150, località Mesa - Pontinia (LT) LATINA- codice del procedimento 12059A0183, indirizzo Via Appia Km 86+150, 04014, data di attivazione 06/07/2021, motivo dell’inserimento D.LGS. 152/06 ART. 245, NO_SIN, latitudine 41,380903, longitudine 13,1106, tipo corrente procedimento NON NOTO D.LGS. 152/06 Procedimento in corso Altro - Notifica attivazione procedimento o MIPRE o MISE o indagini preliminari, etc. e comunque Piano di Caratterizzazione non ancora approvato, No sito orfano, soggetto Privato Soggetto interessato - Utilizzatore In attesa di accertamenti analitici
Stralcio informazioni ricavati dal parere di VIA della Regione Lazio rilasciato con Prot. 92345 del 01/03/11 Favorevole con prescrizioni
Provincia LT, comune Pontinia, progetto di RIASSETTO URBANO, richiesto dalla Società RECKITT BENCKISER ITALIA S.P.A. per recupero e riconversione complesso industriale dismesso ex Mira Lanza, con cambio di destinazione d'uso da industriale a commerciale
Nella valutazione di impatto ambientale, sul sito ex Mira Lanza di Mesa di Pontinia si dichiarava che l’attività industriale si era svolta dal 1965 al 1989.
Tale valutazione di impatto ambientale era riferita al progetto del centro commerciale della RECKITT BENCKISER ITALIA S.P.A. anche noto come intervento della Nuova edilizia srl approvata dall'ufficio regionale competente con parecchie prescrizioni si informa che sono stati effettuati scavi campione dove sono stati rinvenuti detriti derivanti da demolizione, tubazioni in ca, asfalto.
Nella valutazione di impatto ambientale del progetto del mega centro commerciale approvata si informa che sono stati effettuati scavi campione dove sono stati rinvenuti detriti derivanti da demolizione, tubazioni in ca, asfalto.
Dai fabbricati si dichiara che devono essere allontanati residui di ossidi di ferro, carbonati calcio, sali di alluminio, calce in polvere, reflui con tensioattivi, amianto friabile.
L'area è gravata dai vincoli della fascia di rispetto di ml 150 dall'argine del canale Linea Pio (legge 1497 e PTPR), piano assetto idrogeologico (PAI), fascia di rispetto archeologico già individuate come da lettera a, comma 3, articolo 13 LR 24/98 per il vincolo idrogeologico.
Sono interessati corsi d'acqua in posizione occidentale e a nord del lotto.
Per tali indagini occorreva chiedere informazioni alla Soprintedenza Archeologica che avrebbe dovuto coordinare eventuali interventi.
Area VIA Regione Lazio e Fonte: http://www.arpalazio.net/main/suolo/elencoimpianti.php
Nella descrizione dell'impatto si dichiara la rimozione di specie vegetali che potrebbe aumentare l'erosione, l'impatto dei venti, la diminuzione dell’umidita', le conseguenti maggiori temperature, aumento dell'escursione termica.
Tra gli alberi da rimuovere, purtroppo, si dichiaravano anche di alberi di alto valore storico testimoniale.
Per mitigare tale impatto dovranno essere messe a dimora almeno 623 alberi di alto fusto (acero campestre).
Le indagini condotte con il magnetometro hanno evidenziato alcune anomalie con successivo approfondimento con tomografia elettrica con una decina di siti anomali a rischio dove procedere con pozzetti esplorativi che hanno fatto rinvenire detriti, tubazioni, asfalto sepolti sotto terra.
Si affermava che il recupero avverrà in un'area molto compromessa per manufatti obsoleti, degradati.
Devono essere messe in sicurezza e bonificate addirittura le acque superficiali e le falde sotterranee.
Finora si dichiarano allontanate dal sito le materie prime, le parti metalliche (serbatoi, macchinari) e una parte del materiale contenente amianto (la copertura dei fabbricati per una superficie di circa 8.500 mq), lastre in alluminio e altro.
Erano in corso invece la qualificazione dei rifiuti esistenti, la rimozione dei rifiuti solidi nella vasca del depuratore, il monitoraggio delle matrici ambientali, la verifica sui pozzi, le analisi chimiche sui campioni prelevati, le analisi di laboratorio del terreno, la verifica dei livelli di contaminazione.
Finora si dichiarava che tutti gli esami di inquinamento rientrano nella norma.
Dai fabbricati si dichiara che devono essere allontanati residui di ossidi di ferro, carbonati calcio, sali di alluminio, calce in polvere, reflui con tensioattivi, amianto friabile, lastre di alluminio e altro materiale.
Negli interventi di mitigazione viene evidenziato il forte impatto naturale, ambientale e architettonico sulla strada Appia che muterà completamente il suo aspetto ultra centenario.
Tale impatto ovviamente non può essere risolto e vanno realizzate opere di genere diverso sulle rotatorie necessarie per garantire la sicurezza stradale.
Anche per questo si prevedeva di riqualificare il Mausoleo di Clesippo con estirpazione delle essenze vegetazionali, pulitura con sabbiatura del Mausoleo stesso e la posa in opera di segnaletica informativa, la staccionata in legno, panchine di sosta e lampione alimentato da impianto fotovoltaico.
Si prevedeva la rimozione di tutti i materiali contenenti amianto, indagine ambientale su tutto il sito, indagini chimico-fische su campioni di terreno, acque sotterranee. I
Non sono noti al Comune di Pontinia se è stata aggiornata la caratterizzazione dei rifiuti e se sono state ripetute le indagini ambientali su suolo e sottosuolo, in quale modo e con quale ricerca considerato che Arpa Lazio, settore bonifiche, ha dichiarato che sono state effettuati campionamenti solo parziali dei piezometri.
Pontinia e la qualità dell'aria da migliorare per l'OMS, con il superamento del limite consigliato per 3 volte
Fonte: https://www.arpalazio.it/web/guest/ambiente/aria/pubblicazioni Pontinia, superficie kmq 112,2, media anno 2024 PM 10 ug/m3 polveri sottili: 19 ug/m3 (media consigliata da OMS 15), numero superamenti di legge: 5, media PM 2,5 ug/m3(polveri ultrasottili): 15 , quella consigliata da OMS è 5 ug/m3 (microgrammi per metro cubo), quindi abbiamo superato per 3 volte il limite consigliato , NO2 media annuale ug/m3 293K: 13, superamenti: 0, C6H6 media 0, CO: superamenti 0, SO2: superamenti 0, ozono superamenti 3. Sappiamo tutti che non è tanto il pericolo nel superamento giornaliero quanto nella media annuale... quindi l'aria di Pontinia, nel 2024 era già a rischio... non è un caso che il comune di Pontinia abbia ottenuro un finanziamento per il risamento della qualità dell'aria... quale modo migliore di prevenire l'inquinamento se non aumentando gli impianti e quello derivante dai mezzi di trasporto?
Per chi volesse fare un breve ripasso sui rifiuti a Pontinia:
Gli anni '90 furono un decennio tragico per il sud pontino. Nel 1997, durante un'ispezione della commissione Scalia, i parlamentari scoprirono, in un deposito di Pontinia, 11.600 bidoni contaminati, molti dei quali ancora pieni di scorie. Un ritrovamento che ha poi occupato diverse pagine della relazione finale. https://www.ilfattoquotidiano.it/2013/10/10/rifiuti-tossici-nel-sud-del-lazio-aperta-inchiesta-dopo-dichiarazioni-di-schiavone/738879/#:~:text=Gli%20anni%20'90%20furono%20un,diverse%20pagine%20della%20relazione%20finale.
L’impero Cosentino Il gruppo è composto da Aversana gas, Aversana Petroli (ingrosso); Ip Service (distributori di benzina); Immobiliare 6C e Agripont, che ha comprato una fattoria di 180 ettari a Pontinia, in provincia di Latina. Ma la società centrale è la Aversana Petroli, 80 milioni di euro di fatturato, fondata nel 1975 da papà Silvio ‘o Americano’, come lo chiamavano tutti per i rapporti di affari con gli Alleati nel primo dopoguerra. https://pontiniaecologia.blogspot.com/2012/11/pontinia-megastore-casalesi-sistema.html
Pontinia, discarica Migliara 49, lungo Ufente, Fontana di Muro, interruzione strada
https://pontiniaecologia.blogspot.com/2012/03/pontinia-discarica-migliara-49-lungo.html
Fontana di muro la via dei laghi e dei vandali di Pontinia https://pontiniaecologia.blogspot.com/2012/07/fontana-di-muro-la-via-dei-laghi-e-dei.html
La Aversana Petroli di Cosentino, impero da 80 ml
https://ilmanifesto.it/archivio/2003149679
essere selettivi significa essere socievoli con chi lo merita. Abbiamo imparato a tenere lontane le persone che hanno comportamenti “tossici”... si è creata un'onda che nessuno può più gestire... negli anni ho fatto spesso l'esempio del muro di Berlino che era anacronistico e non aveva senso. Ma restava lì a dividere, fino a quando non è arrivata una picconata casuale e tutti gli sono andati dietro... questo progetto incompatibile deve diventare il nostro muro da picconare per tornare quella comunità in grado di far tornare di moda l'umanità, il rispetto, i diritti civili e sociali
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