domenica 15 febbraio 2026

Gennaio 2026 tra caldo globale e freddo estremo: il clima mostra il suo volto più instabile

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Gennaio 2026 tra caldo globale e freddo estremo: il clima mostra il suo volto più instabile

Il 2026 si è aperto sotto il segno di un clima sempre più estremo e contraddittorio. Secondo il Copernicus Climate Change Service, implementato dal European Centre for Medium-Range Weather Forecasts per conto della Commissione europea, gennaio 2026 è stato il quinto mese di gennaio più caldo mai registrato a livello globale, con una temperatura media dell’aria superficiale superiore di 1,47 °C rispetto ai livelli preindustriali (1850-1900).

Un dato che conferma la persistenza del riscaldamento globale di origine antropica, pur in un mese caratterizzato da forti contrasti climatici tra emisferi e da episodi meteorologici estremi di segno opposto.

Freddo intenso al Nord, ma il pianeta resta più caldo della media

Nella seconda metà di gennaio, una corrente a getto polare fortemente ondulata ha favorito la discesa di aria artica verso le medie latitudini dell’emisfero settentrionale. L’Europa, insieme a vaste aree del Nord America e della Siberia, è stata interessata da ondate di freddo diffuse, con temperature ben al di sotto delle medie stagionali.

In particolare, l’Europa ha registrato il gennaio più freddo dal 2010, con una temperatura media di –2,34 °C, pari a 1,63 °C sotto la media 1991-2020. Fennoscandia, Stati baltici, Europa orientale e Stati Uniti centro-orientali sono stati tra i territori maggiormente colpiti.

Tuttavia, questi episodi non contraddicono il trend di fondo: su scala globale, le temperature di gennaio sono rimaste superiori alla media in gran parte del pianeta, incluse ampie porzioni dell’Artico, dell’America settentrionale occidentale, dell’Africa settentrionale e dell’Asia centrale. Ancora una volta, il riscaldamento globale non si manifesta come un aumento uniforme delle temperature, ma come una crescente instabilità del sistema climatico.

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