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lunedì 10 marzo 2014
la crisi ai tempi del pd, di Renzi e del governo degli indagati: I bambini vendono i loro giocattoli
di Ferruccio Sansa
Un governo nato vecchio che
trasforma l’inciucio in alleanza
di legislatura. Un primo
ministro che parla di destini magnifici
e progressivi, ma stenta a
convincere di non pensare soprattutto
ai propri. Poi sottosegretari
indagati. Magistrati coraggiosi
che vengono respinti dal
governo - come Nicola Gratteri -
per far posto ad altri - vedi Cosimo
Ferri - molto più affini al
potere. Quindi la mafia, la corruzione,
i buchi nei conti pubblici.
Non mancano certo gli spunti
per raccontare l’Italia di questo
lunedì. Poi ti ritrovi a Genova, vicino
alla stazione Brignole, davanti
a un negozio di giocattoli
usati dove sei passato senza pensarci
centinaia di volte. Sta lì da
sempre. Ma questa mattina sul
marciapiedi di fronte alla vetrina
ecco una lunga coda di donne
con le mani ingombre di oggetti.
Allora per curiosità ti fermi e
chiedi: sono mamme che vanno a
vendere i giocattoli dei loro figli.
C’è Marina che porta una confezione
di Lego, “perché intanto
Mattia non ci gioca più”, dice come
per giustificarsi, impaziente
di liberarsi di quella scatola che le
pesa come una colpa. Poi Luisa
con un sacchetto carico di modellini
di automobile che Enrico
faceva correre sulle strade del salotto.
E Francesca, Claudia. Sono
donne come tante, gente comune,
come te e tua moglie. Forse
sarà suggestione se negli abiti di
alcune di loro - il colletto della
giacca consumato, la borsa con
una riparazione di fortuna - ti
sembra di riconoscere le prime
avvisaglie di una difficoltà.
In fondo, ti dici ascoltando le loro
storie, non è male che i giocattoli
tornino a svolgere il loro compito
nelle mani di altri bambini invece
di ricoprirsi di polvere. Pensi che
forse non sarebbe sbagliato se la
crisi rendesse un poco più frugali
le nostre abitudini. Se ci liberasse
dell’ingombro, non solo materiale,
di tante cose che finiscono per
appesantirci.
Intanto, però, osservi gli oggetti
nelle mani delle madri, quelli
esposti nel negozio. C’è qualcosa
di misterioso e ormai inafferrabile
per noi adulti nei giocattoli
dei bambini. Prendi il modellino
di aereo di tuo figlio, lo agiti in
aria come fa lui, ma non riesci a
ripetere la magia dei suoi gesti.
Chissà cosa immagina muovendo
il minuscolo jet nel cielo della
stanza, forse già vede i suoi viaggi
futuri, si raffigura paesi lontani
dove le linee di meridiani e paralleli
si incontrano con quelle
della fantasia.
Accidenti, dovevi parlare del Governo
di un Paese, del deficit che
ci impedisce di pensare un futuro
diverso. Insomma, dei destini
dell’Italia. E sei finito a raccontare
di un gruppo di mamme che
fa la coda davanti alla vetrina di
un negozio. Di giocattoli usati.
Dei sogni venduti dei bambini.
Ma forse è proprio la stessa cosa. il fatto quotidiano 10 marzo 2014
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