domenica 4 ottobre 2026

Villa Paganini, un parco urbano nell’Antropocene

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Il 16 settembre sono stati presentati i primi risultati del progetto “Villa Paganini, un parco urbano nell’Antropocene” al quale l’ARPA Lazio ha partecipato in collaborazione con l’Istituto di ricerca sugli ecosistemi terrestri del CNR (CNR-IRET) e il Dipartimento di tutela ambientale di Roma Capitale, Direzione gestione territoriale ambientale e del verde. Il progetto, nato su iniziativa dello studio di architettura Schiattarella Associati, ha lo scopo di realizzare un biomonitoraggio attivo e passivo mediante l’uso di specie vegetali per valutare la presenza di inquinanti atmosferici e gli effetti delle barriere vegetali nella mitigazione del caldo e dell’inquinamento atmosferico.

Villa Paganini si estende su una superficie di circa 25.000 metri quadrati ed è strettamente legata alla vita quotidiana del quartiere: il parco, aperto al pubblico dal 1934, ospita oggi una scuola ed è frequentato quotidianamente da diverse categorie di residenti. Il progetto intende renderla un “parco sentinella”, un prototipo di area verde urbana in grado di indicare e misurare i rischi legati alla pressione antropica e ai cambiamenti climatici, contribuendo a comprendere le dinamiche dell’ambiente urbano e a sperimentare soluzioni per il futuro.

L’Agenzia ambientale del Lazio ha installato sul tetto dello studio di architettura la strumentazione necessaria per monitorare particolato (PM1, PM2.5 e PM10), biossido di azoto, ozono e parametri meteorologici (temperatura, umidità relativa, pressione atmosferica). Al fine di valutare l’effetto mitigatore dell’area verde sull’isola di calore urbano e sulla qualità dell’aria, i parametri chimici e meteorologici raccolti all’interno del Parco sono stati confrontati con quelli monitorati dalla stazione Boncompagni dell’ARPA, distante circa 1 km.

Tra le azioni previste, anche l’utilizzo dei muschi come bioaccumulatori, attraverso il metodo delle “moss bags”: piccoli sacchetti in nylon contenenti muschio devitalizzato, particolarmente efficaci nell’accumulare gli inquinanti presenti nell’ambiente. I risultati del biomonitoraggio sono messi in relazione con i dati sulla qualità dell’aria rilevati dai sensori ARPA Lazio in prossimità della Villa e con le condizioni microclimatiche, come velocità e direzione dei venti, precipitazioni, temperatura, umidità e radiazione. Sono inoltre valutate le deposizioni di particolato sulle superfici fogliari di alcune specie arboree, per approfondire il contributo della vegetazione nell’assorbimento degli inquinanti atmosferici.

Il progetto ambisce a fornire importanti dati sulla funzionalità delle piante nella mitigazione della contaminazione atmosferica e sugli effetti delle aree verdi sul microclima urbano. Una sperimentazione su piccola scala, ma di valore per l’intera città di Roma, che potrà contribuire alla definizione di soluzioni basate sulla natura per limitare la vulnerabilità, favorire l’adattamento alle nuove condizioni ambientali e mitigare la pressione della comunità urbana sull’ecosistema.

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