tratto da https://ambientenonsolo.com/qualita-dellaria-litalia-apre-la-consultazione-sulle-nuove-regole-proposte-entro-il-20-ottobre/
Il MASE ha avviato su ParteciPa il confronto pubblico sul decreto di recepimento della direttiva UE 2024/2881. Dal 5 ottobre sarà possibile compilare il questionario e presentare osservazioni: un passaggio importante per trasformare i nuovi standard europei in strumenti efficaci di tutela della salute.
Il percorso italiano di recepimento della nuova direttiva europea sulla qualità dell’aria si apre ai contributi del pubblico. Il Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica ha attivato sulla piattaforma governativa ParteciPa una consultazione sullo schema di decreto legislativo che dovrà adeguare il quadro nazionale alle disposizioni della direttiva UE 2024/2881.
La fase operativa si svolgerà dal 5 al 20 ottobre 2026: attraverso un questionario dedicato, i partecipanti potranno presentare osservazioni e proposte di modifica o integrazione delle disposizioni contenute nello schema.
Secondo la comunicazione del Ministero, l’iniziativa intende garantire un aggiornamento normativo aperto, trasparente e basato su evidenze tecniche, raccogliendo i contributi dei soggetti interessati e massimizzando l’efficacia ambientale dell’intervento.
Come partecipare
La consultazione è aperta a tutti. Sulla pagina di ParteciPa sono disponibili la direttiva europea, lo schema di decreto legislativo e la relativa relazione illustrativa. L’accesso per partecipare avviene tramite SPID, CIE o CNS.
Il calendario pubblicato distingue una fase informativa, dal 2 al 4 ottobre, dalla raccolta dei contributi, prevista dal 5 al 20 ottobre. Segue una fase dedicata alla pubblicazione del rapporto finale, programmata dal 21 al 30 ottobre.
Il Ministero raccomanda di diffondere l’informazione anche ad altri soggetti potenzialmente interessati: un invito che riguarda associazioni, istituzioni, comunità scientifica, operatori economici e cittadini.
La posta in gioco: ridurre l’esposizione all’inquinamento
La direttiva UE 2024/2881 aggiorna le regole europee sulla qualità dell’aria, con standard più rigorosi da conseguire entro il 2030. Tra i cambiamenti più rilevanti figurano la riduzione del valore limite annuale del PM2,5 da 25 a 10 microgrammi per metro cubo e quello del biossido di azoto da 40 a 20 microgrammi per metro cubo.
La riforma interviene anche sugli strumenti per valutare e gestire l’inquinamento. Prevede, tra l’altro, tabelle di marcia da elaborare prima del 2030 quando vi sia il rischio di non raggiungere i nuovi standard entro quella data.
Il 2030, quindi, deve orientare fin da ora le decisioni pubbliche. La preparazione delle misure, la loro attuazione e la verifica dei risultati richiedono tempo: rinviare gli interventi renderebbe più difficile conseguire gli obiettivi.
Dalle norme alle scelte nei territori
Per l’Italia, la consultazione offre un’occasione per discutere come rendere concretamente applicabile il nuovo quadro europeo. Il punto è collegare gli obiettivi di qualità dell’aria alle decisioni che incidono sulle emissioni e sull’esposizione della popolazione.
Nelle città, questo significa mettere in relazione le politiche per l’aria con il potenziamento del trasporto pubblico, la sicurezza degli spostamenti a piedi e in bicicletta e la gestione del traffico. Il confronto deve riguardare anche il riscaldamento degli edifici, le attività industriali e le emissioni del settore agricolo.
Una norma efficace richiede responsabilità chiare, strumenti di controllo, risorse e capacità amministrativa. Altrettanto importante è rendere comprensibili ai cittadini i dati sull’inquinamento e le ragioni delle misure adottate.
Un’occasione per presentare proposte documentate
La partecipazione può contribuire a migliorare il testo se porta nel confronto osservazioni puntuali, sostenute da dati ed esperienze. Per chi intende intervenire, è utile individuare la disposizione interessata, descrivere la criticità e proporre una modifica, spiegandone gli effetti attesi.
Le associazioni possono segnalare esigenze di tutela e difficoltà riscontrate nei territori; il mondo scientifico può contribuire alla solidità delle scelte; amministrazioni e operatori possono evidenziare le condizioni necessarie per attuarle.
La consultazione è dunque un passaggio da seguire con attenzione: le nuove regole dovranno tradursi in una riduzione effettiva dell’inquinamento e in una maggiore protezione della salute.
Per partecipare: decreto di recepimento della nuova direttiva sulla qualità dell’aria – consultazione ParteciPa.
Per approfondire: cosa cambia con il nuovo decreto sulla qualità dell’aria
Ambientenonsolo ha dedicato una serie di approfondimenti allo schema di decreto di recepimento della direttiva UE 2024/2881, per spiegare le novità e le loro conseguenze per cittadini, amministrazioni e territori.
- Il quadro generale: Qualità dell’aria, il 2030 comincia adesso: cosa prevede il nuovo decreto italiano.
- Esposizione della popolazione: Qualità dell’aria, chi sceglierà le centraline che misurano l’esposizione della popolazione?.
- Proroghe: Qualità dell’aria, i nuovi limiti potranno slittare fino al 2040 ma la proroga non sarà automatica.
- Prepararsi al 2030: Qualità dell’aria, il 2030 comincia prima: cosa sono le nuove tabelle di marcia.
- Modellistica: Qualità dell’aria, non bastano più le centraline: cresce il ruolo dei modelli.
- Reti di monitoraggio: Centraline della qualità dell’aria: perché spostarle diventa più difficile.
- Nuovi parametri: UFP e black carbon: i nuovi osservati speciali della qualità dell’aria.
- Ozono: Ozono, un problema che supera i confini regionali.
- Informazione ai cittadini: Qualità dell’aria, dati ogni ora e indicazioni sanitarie: cosa cambia nell’informazione ai cittadini.
- Piani di risanamento: Piani per la qualità dell’aria: meno elenchi di misure e più risultati quantificabili.
- Mobilità urbana: Mobilità: che cosa possono significare i nuovi limiti per le città.
- Tutela dei diritti: Accesso alla giustizia: centraline, piani, inerzie e danni alla salute.
La raccolta aggiornata è disponibile nella sezione dedicata alla direttiva UE 2024/2881.
Fonti: comunicazione del Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica; piattaforma ParteciPa; Consiglio dell’Unione europea. (partecipa.gov.it, consilium.europa.eu, consilium.europa.eu)
Nessun commento:
Posta un commento