domenica 4 ottobre 2026

Il posto di Ernesto

 tratto da https://ambientenonsolo.com/il-posto-di-ernesto/

Il posto di Ernesto

di Antonio Disi

Il signore seduto accanto a me vuole sapere dove abita l’assessore. Non per andarlo a trovare.

«Vorrei vedere se sotto casa sua ci sono gli alberi o il garage.»

Tiene la giacca sulle ginocchia e un foglio piegato in quattro tra le dita. Ogni tanto lo apre, controlla qualcosa e lo richiude. Io mi sono portato soltanto gli occhiali, che non trovo, e una disponibilità al dialogo che comincia a risentire del caldo.

Nella nostra strada stanno mettendo i paletti intorno agli alberi. Dove fino a ieri entravano due macchine, tre se una era piccola e i proprietari avevano un rapporto disinvolto con la geometria, adesso non entra più nessuno.

Marco mi ha appena mandato un articolo su una vicenda simile a Milano. Lo leggo, condivido la necessità di restituire spazio alle persone, poi scendo e vedo l’operaio con il trapano esattamente dove parcheggio quando porto su la spesa. All’assemblea arrivo con qualche sfumatura in più.

L’assessore proietta una pianta della strada. Gli alberi sono cerchi verdi, le automobili rettangoli grigi. Visti dall’alto sembriamo una comunità ragionevole.

«L’obiettivo è migliorare la qualità dello spazio pubblico.»

«La mia peggiora», dice quello accanto a me.

Qualcuno applaude. Una donna dalla seconda fila chiede di lasciar parlare. Dal fondo le rispondono che a parlare sono sempre gli stessi. Abbiamo cominciato da sei minuti.

Il mio vicino si chiama Ernesto. Lo scopro quando gli danno il microfono e lui, prima di usarlo, ci soffia dentro. Si alza, spiega che abita al numero sei e che sua moglie deve andare spesso in ospedale.

«La accompagno io. Quando torniamo la faccio scendere davanti al portone, saliamo, la sistemo. Poi torno giù a spostare la macchina. Se trovo posto qui, sono cinque minuti. Se devo girare, lei rimane sola.»

Dal foglio legge due date. Le prossime visite.

«Sono previste delle soluzioni per le esigenze particolari», dice l’assessore.

Ernesto resta in piedi.

«Quali?»


Nessun commento:

Posta un commento