tratto da https://ambientenonsolo.com/mobilitaria-2026-le-citta-italiane-restano-lontane-dagli-obiettivi-di-mobilita-sostenibile-e-aria-pulita/
MobilitAria 2026, le città italiane restano lontane dagli obiettivi di mobilità sostenibile e aria pulita

Il nono rapporto di Kyoto Club e Consiglio nazionale delle ricerche fotografa il divario tra le grandi città italiane e gli obiettivi al 2030: troppe auto, trasporto pubblico sottofinanziato, reti ciclabili senza nuove risorse e qualità dell’aria ancora critica. La transizione urbana procede, ma non abbastanza velocemente.
Le città italiane continuano a essere uno dei punti più delicati della transizione ecologica. È qui che si concentrano traffico, emissioni, consumi energetici, disuguaglianze nell’accesso alla mobilità e impatti sanitari dell’inquinamento atmosferico. Ma è sempre nelle città che si possono costruire le soluzioni più efficaci: più trasporto pubblico, più mobilità attiva, più elettrificazione, più spazio urbano restituito alle persone.
È questo il quadro che emerge da MobilitAria 2026, il nono rapporto realizzato da Kyoto Club insieme al Consiglio nazionale delle ricerche – Dipartimento scienze del sistema Terra e tecnologie per l’ambiente. Il rapporto, intitolato Ridurre il gap: dati, politiche e soluzioni per città sostenibili, analizza i divari nell’offerta di mobilità sostenibile e nella qualità dell’aria nelle grandi città italiane, con dati riferiti prevalentemente al 2025 e, per alcuni indicatori, al 2024 e al 2023.
L’obiettivo è chiaro: misurare quanto le città metropolitane italiane siano ancora distanti dagli obiettivi di mobilità sostenibile, decarbonizzazione, sicurezza stradale e tutela della salute fissati per il 2030.
Il problema di fondo: l’Italia resta troppo dipendente dall’auto
Il rapporto parte da un dato strutturale: l’auto privata continua a dominare gli spostamenti urbani. Il tasso di motorizzazione italiano, già tra i più alti d’Europa, continua ad aumentare anche nelle principali città. Questo rappresenta un problema non solo ambientale, ma anche sociale, sanitario ed economico.
Più auto significano più congestione, più consumo di spazio pubblico, più emissioni climalteranti, più inquinamento locale e più incidentalità. Ma significano anche città meno accessibili per chi non guida, per chi non può permettersi un’auto, per bambini, anziani e persone fragili.
MobilitAria 2026 sottolinea che la decarbonizzazione dei trasporti non può limitarsi al cambio di alimentazione dei veicoli. Servono meno spostamenti motorizzati individuali e più alternative: trasporto pubblico efficiente, reti ciclabili sicure, camminabilità, condivisione dei mezzi, logistica urbana a zero emissioni e una diversa distribuzione dello spazio stradale.
Nessun commento:
Posta un commento