domenica 31 maggio 2026

Rifiuti urbani, la Corte dei conti Ue: progressi lenti e rischio mancato rispetto dei target

 tratto da https://ambientenonsolo.com/rifiuti-urbani-la-corte-dei-conti-ue-progressi-lenti-e-rischio-mancato-rispetto-dei-target/

La Corte rileva in particolare:
un rischio elevato di mancato raggiungimento degli obiettivi 2025 e 2035 in diversi Stati membri;
forti differenze territoriali nei tassi di riciclo e nell’uso della discarica;
debolezze strutturali nel mercato delle materie prime seconde, che rendono economicamente fragile l’attività dei riciclatori;
ritardi e limiti negli strumenti di monitoraggio e nelle procedure di infrazione;
un utilizzo non sempre efficace dei fondi della politica di coesione per sviluppare infrastrutture adeguate.
Il sistema di “allerta precoce” attivato nel 2023 ha già individuato 18 Stati membri a rischio rispetto all’obiettivo del 55% di preparazione per il riutilizzo e riciclo dei rifiuti urbani entro il 2025, 10 a rischio sul riciclo degli imballaggi (65%) e 13 ancora lontani dal limite massimo del 10% di conferimento in discarica entro il 2035.
Un altro nodo centrale evidenziato dal rapporto riguarda gli incentivi economici: in assenza di un quadro più armonizzato sulle tasse di discarica e incenerimento, i segnali di prezzo restano molto differenti tra Paesi, influenzando negativamente le scelte di investimento e la competitività del riciclo rispetto allo smaltimento.
Le repliche della Commissione europea
La Commissione ha risposto ufficialmente alle osservazioni della Corte, accogliendo diverse raccomandazioni ma respingendone alcune relative alle tempistiche e alle modalità di avvio delle procedure di infrazione.
Nelle repliche, l’esecutivo europeo conferma la preparazione del futuro Circular Economy Act, previsto entro la fine del 2026, con l’obiettivo di rafforzare il mercato unico delle materie prime seconde e intervenire sulle criticità strutturali del riciclo.
Sulle tasse di discarica e incenerimento, la Commissione accetta solo parzialmente la raccomandazione di armonizzazione, ricordando che una misura fiscale a livello europeo richiede l’unanimità in Consiglio.
Il confronto tra le due posizioni mostra una consapevolezza condivisa delle criticità, ma anche una diversa valutazione sulla rapidità e sull’intensità degli strumenti di enforcement necessari per colmare il divario tra obiettivi e risultati.
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