sabato 23 maggio 2026

Caldo, gelo, grandine: la viticoltura alla prova del cambiamento climatico

 tratto da https://ambientenonsolo.com/caldo-gelo-grandine-la-viticoltura-alla-prova-del-cambiamento-climatico/


Caldo, gelo, grandine: la viticoltura alla prova del cambiamento climatico

Stress idrico, gelate tardive, siccità prolungate ma anche piogge estreme e grandinate improvvise. Per gli agricoltori il cambiamento climatico non è più una proiezione futura, ma una realtà quotidiana che incide su rese, qualità e sostenibilità economica delle aziende.

In Occitania, nel Sud-Ovest della Francia, la cooperativa vitivinicola Vinovalie è tra i soggetti pionieri coinvolti in un programma nazionale promosso dall’ADEME – l’Agenzia francese per la transizione ecologica – in collaborazione con il Ministero dell’Agricoltura francese. L’obiettivo: accompagnare le aziende agricole nell’adattamento al cambiamento climatico attraverso un approccio integrato che unisce adattamento, mitigazione e salute dei suoli.

Non si può più produrre come prima

Tra Cahors, Fronton e Gaillac i vigneti non sono un blocco uniforme. Cambiano i suoli, l’esposizione al vento e al sole, la disponibilità d’acqua. Ed è proprio questa eterogeneità a rendere complessa l’adattabilità: non esiste “un” cambiamento climatico, ma una molteplicità di effetti locali che si manifestano in modo diverso da zona a zona.

Nel 2024, a Cahors, una gelata tardiva particolarmente severa ha colpito le vigne già in fase di crescita vegetativa, causando perdite fino al 70% del raccolto. Un colpo economico durissimo, che ha messo in crisi la liquidità aziendale e aumentato la percezione di vulnerabilità.

Inverni più miti anticipano il germogliamento, esponendo la vite alle gelate primaverili. Le ondate di calore estive provocano stress termico e idrico, bloccano la maturazione, riducono le rese e aumentano la concentrazione zuccherina, con effetti diretti sul grado alcolico dei vini. Le piogge intense, alternate a periodi secchi, favoriscono lo sviluppo di malattie fungine come la peronospora, oltre a danneggiare infrastrutture e suoli.

In una filiera dove gli investimenti si pianificano su venti o trent’anni, l’incertezza climatica diventa un fattore strutturale.

Un dispositivo nazionale per l’adattamento

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