martedì 7 aprile 2026

l'impatto sulla salute delle emissioni odorigine e degli impianti per rifiuti. PROGETTO ERAS LAZIO 2 RELAZIONE TECNICO-SCIENTIFICA. Sistema sanitario regionale. Dipartimento epidemiologia. ASL Roma 1. Regione Lazio. Aggiornamento novembre 2023


tratto da https://deplazio.it/images/PDF/altri-fattori-rischio/relazione_eras2.pdf. Effetti nocivi delle emissioni odorigene. In totale sono stati individuati 96 esiti diversi. I più comuni sono stati mal di testa, nausea/vomito, irritazione agli occhi e tosse che sono anche quelli per i quali esiste una plausibilità biologica (Figura 1). malessere generale, 53 sintomi respiratorie basse vie. 53 sintomi alte vie respiratorie. 45 sintomi gastro intestinali. 29 disturbi dell'umore. 23 irritazioni membrane mucose. 13 cattivi odori. 11 eritema. 8 CVD (Cardiovascular Disease - Malattia Cardiovascolare) indica l'insieme delle patologie che colpiscono cuore e vasi sanguigni, prima causa di morte nel mondo. Include infarto, ictus e coronaropatie, spesso causate da aterosclerosi). 7 accessi pronto soccorso.

Tredici studi hanno valutato i disturbi da odore nella popolazione in relazione alla loro vicinanza alle industrie, alla percezione degli odori, alla frequenza o intensità degli odori e all'esposizione ad ammoniaca (NH3). In alcuni studi sono state individuate correlazioni significative tra i gruppi di esposizione (alta/bassa esposizione e confronto) e le categorie di preoccupazione ambientale (test χ^2). In generale la valutazione di esposizione ed esiti è stata considerata ad alto rischio di bias date le diverse classificazioni usate negli studi. Sette studi che non hanno tenuto conto di alcun confondente sono stati classificati a rischio di bias "decisamente alto". La metanalisi ha messo in evidenza un’associazione positiva tra esposizione a odore industriale e mal di testa (OR pooled = 1.17 (95% CI: [1.03-1.31]; I 2 = 66.5%, p-valore = 0.004), nasuea/vomito (OR pooled = 1.16 (95% CI: [0.97-1.36]); I 2 = 22.9%, p-value=0.233) e tosse (OR pooled = 1.26 (95% CI: [1.11- 1.45]); I2 = 55%, p-value=0.038). Conclusioni Dagli studi disponibili in letteratura si evidenzia un effetto dell’esposizione ad odorigeni di origine industriale su mal di testa, nausea e tosse. Tuttavia, la qualità degli studi non consente di dare un giudizio adeguato e conclusivo circa l’effetto delle molestie olfattive. Sono dunque necessari studi condotti con un approccio che minimizzi il risk of bias che includano anche sottogruppi più vulnerabili quali bambini, anziani, donne in gravidanza, persone con patologie pregresse per comprendere meglio l'associazione tra le emissioni odorigine industriali e gli effetti sulla salute umana.

Esposizione impianti per rifiuti: Il 25% della popolazione esposta a concentrazioni di H2S superiori al 75° percentile risiede in zone caratterizzate anche da alti livelli di PM10 atmosferico, mentre il 73% della coorte, che risiede in zone con le concentrazioni di H2S inferiori al 25° percentile, è caratterizzata anche da più bassi livelli di PM10. Il 40% della coorte maggiormente esposta ad H2S risiede entro 150 m dalle strade principali e l’8% vicino ad autostrade. Infine il 15% degli esposti a livelli di H2S superiori al 75° percentile risiede entro 1 Km dalle principali industrie della regione rispetto al 1% del gruppo dei meno esposti. Vengono di seguito illustrati i risultati della analisi di mortalità, ospedalizzazione e incidenza di tumori. Analisi della mortalità Nella tabella 2 – a) Uomini; b) Donne – si mostrano l’associazione tra i livelli di concentrazione di H2S e la mortalità della coorte. Sono riportati i risultati ottenuti considerando la concentrazione di H2S come variabile categorica suddivisa in 4 livelli di esposizione: <25° percentile (ref.), 25-50° percentile, 50-75° percentile, > 75° percentile Uomini I residenti esposti a concentrazioni di H2S > 75° mostrano eccessi di mortalità per tumore del polmone rispetto ai residenti in aree caratterizzate da una concentrazione di H2S inferiore al 25° percentile della distribuzione (HR=1.27 IC95%1.04-1.55). Al contrario, si osserva un rischio di mortalità inferiore all’atteso per malattie ischemiche del cuore (HR=0.79 IC95% 0.64 -0.96) sempre tra i più esposti (> 75° percentile) rispetto ai meno esposti (<25° percentile). Donne Le donne esposte ad alte concentrazioni di H2S non mostrano eccessi di mortalità per nessuna causa in studio rispetto alle donne meno esposte. Analisi delle ospedalizzazioni In tabella 2 – a) Uomini; b) Donne – si mostrano i rischi relativi di ospedalizzazione della coorte totale ottenuti dal modello di Cox per concentrazione di H2S. La tabella riporta i risultati ottenuti considerando l’esposizione come variabile categorica (<25°percentile, 25°-50° percentile, 50°-75° percentile e >75° percentile). Uomini I rischi di ospedalizzazione per cause naturali della popolazione maschile esposta a più alti livelli di H2S (>75° percentile) risultano in eccesso rispetto alla popolazione meno esposta (<25° percentile) (HR=1.04 IC95% 1.00-1.07). Rispetto agli esposti a livelli <25° percentile, si riscontrano eccessi per tumore della laringe nella classe di esposti 50°-75° percentile (HR=1.84 IC95%1.09-3.10), per tumore della vescica tra gli esposti nella classe 50°-75° percentile e >75° percentile (HR=1.80 IC95% 1.22- 2.66 e HR=2.13 IC95%1.38-3.31 rispettivamente) e tra gli esposti >75° percentile per infezioni acute delle vie respiratorie (HR=1.13 IC95% 1.00-1.28). Donne Rispetto alle donne che risiedo in zone a più bassa esposizione (<25° percentile), quelle esposte a livelli di concentrazione di H2S tra 50°-75° percentile e >75° percentile presentano eccessi di ospedalizzazione per cause naturali (HR=1.03 IC95% 1.01-1.06 e HR=1.05 IC95% 1.02-1.09 rispettivamente). Eccessi di rischio tra le più esposte si osservano anche per ASM (HR=1.31 IC95% 1.00-1.73). DISCUSSIONE E CONCLUSIONI Lo studio ha riguardato tutta la popolazione che nel Lazio risiede entro 5 Km dalle discariche per Rifiuti urbani. L’analisi basata sui confronti interni (esposti a concentrazioni più elevate vs esposti a concentrazioni più basse) ha sostanzialmente confermato i risultati del precedente studio, fornendo risultati pressoché sovrapponibili. L’analisi di mortalità non ha fornito elementi di grande rilievo, ad eccezione di una più elevata mortalità tra gli uomini per tumore del polmone. Al contrario, per quanto riguarda i ricoveri ospedalieri non sono stati più osservati aumenti per malattie cardiovascolari ma persistono gli eccessi per le malattie respiratorie. Il quadro di salute dei residenti maggiormente esposti, con problematiche principalmente a carico dell’apparato respiratorio, depone quindi per un effetto nocivo potenzialmente attribuibile ad emissioni di sostanze irritati, come l’acido solfidrico, batteri o endotossine. L’effetto si osserva avendo tenuto conto in fase di analisi di altri fattori che possano aver compromesso la qualità dell’aria nei pressi delle discariche (inquinanti generati da traffico veicolare o da altri siti industriali presenti nelle vicinanze). La letteratura recente13-15, del resto, ha suggerito una relazione molto stretta tra esposizione ad idrogeno solforato in prossimità di discariche e danni all’apparato respiratorio.









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