martedì 25 luglio 2023

L'ANALISI FT: Cosa sbagliamo quando parliamo di cambiamento climatico I DATI - Citiamo i numeri sbagliati del riscaldamento globale, mettendo l’accento più sui valori medi e sulle previsioni future che ai numeri della realtà presente, che già mostrano una frequenza inedita di picchi di temperature estreme, con il loro correlato di morti. Tra il 1970 e il 1990, sono morte in media 16 persone all’anno per “esposizione al calore naturale eccessivo”. Tra il 1990 e il 2015, la media è salita a 38. Nel 2020 è stata di 210 e nel 2022 di 257 DI JOHN BURN-MURDOCH

 tratto da https://www.ilfattoquotidiano.it/in-edicola/articoli/2023/07/23/ft-cosa-sbagliamo-quando-parliamo-di-cambiamento-climatico/7238561/

FT: Cosa sbagliamo quando parliamo di cambiamento climatico

di John Burn-Murdoch

Tre anni fa ho trascorso un Capodanno che non dimenticherò mai, e non per la festa o per i fuochi d’artificio, ma perché sono rimasto bloccato in una minuscola cittadina balneare australiana con l’unica strada per uscire interrotta da un incendio in rapido avvicinamento. Ricordo che tutto era ricoperto da un sottile strato di cenere, e già alle tre del pomeriggio il cielo era scuro come la notte. Con un po’ di fortuna e grazie ai vigili del fuoco del Nuovo Galles del Sud il giorno dopo ne siamo usciti indenni.

Questa storia offre lo spunto per due riflessioni. La stagione del 2019-20 in Australia caratterizzata da una quantità record di incendi è stata favorita da una lunga fase di aumento delle temperature e del clima secco nella regione, dovuto al riscaldamento climatico. In secondo luogo, la mia esperienza insegna che gli incendi non fanno parte dell’habitat umano, né tantomeno periodi prolungati di temperature prossime ai 40°C. Tuttavia, negli ultimi anni entrambi questi fenomeni sono diventati comuni in zone molto popolose dell’Asia, dell’Europa meridionale e degli Stati Uniti meridionali.

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