"Chiunque sarà, il prossimo sindaco di Roma avrà certamente un bel da fare. E non sarà facile.

Anche perché, a mio sommesso avviso, dovrà muoversi su due piani diversi, anche se collegati.

Il primo è il più urgente e attiene al minimo indispensabile per restituire ai romani una città “normale” e cioè una città sanata delle gravi criticità di cui oggi soffre. In primo luogo, la pulizia e i rifiuti: senza guerre ideologiche ma, più semplicemente, attenendosi alla legge, la quale impone una precisa scala di priorità che vede al primo posto la riduzione alla fonte (il miglior rifiuto è quello che non viene prodotto), al secondo il riciclo, il riutilizzo ed il recupero come materia, senza mutamento di stato; al terzo il recupero con produzione di energia (in cui rientrano i cosiddetti termovalorizzatori); e all’ultimo la discarica e gli inceneritori senza recupero di energia.

Occorre vietare (o ridurre) al più presto tutte le plastiche monouso e tutti gli imballaggi a perdere, incentivare il riutilizzo e, soprattutto, riprogrammare (con il porta a porta) la raccolta differenziata, che oggi a Roma è di pessima qualità, per cui, alla fine, viene, in buona parte, smaltita insieme all’indifferenziata. Certo, non sarà sufficiente, e per questo è necessario potenziare al più presto l’unico termovalorizzatore esistente (Colleferro), creando, eventualmente, stoccaggi provvisori (e non discariche) di rifiuti urbani in aree controllate cui abbinare, al più presto, impianti di trattamento."