martedì 22 novembre 2016

Terremoto in Giappone, scossa di 7,4 gradi foto Paura per tsunami nel mare di Fukushima live tv Allarme rientrato, incubo 2011 / Video Le onde sulla costa "Fermo il raffreddamento della centrale, ma non c'è rischio" Fotogallery Google, viaggio dove la vita non c'è più dal corrispondente ANGELO AQUARO

La maledizione dello tsunami si abbatte ancora una volta su Fukushima e il Giappone rivive in diretta con il mondo intero l’incubo del terremoto che 15 anni fa, 3 marzo 2001, provocò 18mila morti, 160mila sfollati, e ripiombò la terra nell’abisso della catastrofe nucleare. Questa volta le onde che nel 2011 si alzarono altre fino a 40 metri e si mangiarono la costa orientale del Giappone per almeno una decina di chilometri sono fortunatamente lunghe poco più di un metro: non ci sono danni né vittime, solo tantissima paura e una manciata di feriti, il paese svegliato all’alba dal nuovo incubo e i grattacieli anti-sisma che sono scossi fino a Tokyo, 240 chilometri più a sud. Ma è la potenza del terremoto che alle 5.59 ha fatto temere il peggio, una scossa del 7.4 alla profondità di 10 chilometri in località Namie vicino a Fukushima e dunque alla centrale nucleare della TepCo, con tanto di allarme tsunami subito issato per tutta la costa.

Un brivido di terrore è corso lungo il Pacifico dal Giappone fino all’Argentina, dove il premier Shinzo Abe è volato in questi giorni per il vertice dell’Apec. L’incubo di un altro disastro è apparso sul volto del primo ministro accorso subito davanti alle telecamere, “Vi comunicheremo subito tutte le informazioni riguardanti lo tsunami e l’evacuazione, faremo del nostro meglio per rispondere alle emergenze”. Certo il sistema di raffreddamento del reattore numero 3 è stato fermato intorno alle 6.10, dunque 10 minuti dopo la scossa tremenda, con il capo di gabinetto del premier, Yoshihide Suga, a rassicurare ancora una volta, “Siamo stati informati che non c’è rischio immediato di fuga radioattiva o di innalzamento della temperatura del sistema di raffreddamento”. Alle 7.47 il mostro ha poi ripreso a funzionare come sempre, mentre l’allarme tsunami è cominciato a decrescere in tutto il paese, l’onda lunga all’incontrario della paura che piano piano ha lasciato il campo alla calma, da Fukushima a Miyagi, cioè per tutta la costa che era stata allertata.

Lo tsunami previsto è arrivato, puntuale, alle 8.03, dunque un paio d’ore dopo la scossa, ma in tanti avevano già seguito l’ordine di evacuazione, le previsioni parlavano della possibilità di 3 metri di altezza e nelle prefetture di Aomori, Iwate, Ibaraki, Miyagi e Chiba ci si era preparati per il peggio. L’ordine, dice la tv NHK, ha riguardato a Fukushima tutti i suoi 68mila abitanti, mentre nelle altre prefetture ci s’è limitati a far allontanare la gente dalle zone più adiacenti alle coste. Ma è chiaro che l’incubo continua ad avere quel nome lì, Tokyo Electric Power Co., la società del reattore maledetto, il numero 1 che fu travolto dalle onde e insieme al numero 2 seminò 15 anni fa il terrore in tutto il mondo: nessun danno, assicura ora l’agenzia Kyodo News, e certo le verifiche continueranno, anche se tutti gli impianti sono ancora offline, non funzionano dai tempi dello tsunami terribile, e i tecnici non sanno ancora quanto tempo ci vorrà per la bonifica, almeno altri 30 anni, e soprattutto quanto costerà, certo più di 100 miliardi di dollari.

Dicono fra l’altro gli esperti che questo sisma potentissimo, con le onde che lunghe 1,4 metri sono comunque le più alte da allora, non è altro che una delle migliaia e migliaia di scosse d’assestamento dopo quella incredibile del 9.0 del 2011: ne sono state contate finora più di 11mila. Sì, la maledizione dello tsunami non va via, l’incubo aleggia continuamente e la lunga fila mostrata in tv delle auto che a Iwaki, sempre nella prefettura di Fukushima, si sono pazientemente incolonnate in strada a pochi minuti dalla scossa, è l’ennesima fotografia del disastro sempre alle porte: oggi come 15 anni fa. http://www.repubblica.it/esteri/2016/11/22/news/tsunami_a_fukushima_tra_l_incubo_e_il_ricordo_del_2011-152511147/

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