sabato 9 maggio 2015

Lazio, il ras dell’acqua che fa cadere i sindaci: IL SENATORE FORZISTA FAZZONE E LA LOTTA PER CONTROLLARE IL SERVIZIO IDRICO

A TERRACINA E LATINA LE GIUNTE DI FRATELLI D’ITALIA IN CRISI: DIETRO AI RIBALTONI C’È IL SENATORE FORZISTA FAZZONE E LA LOTTA PER CONTROLLARE IL SERVIZIO IDRICO
LA SOCIETÀ Acqualatina serve 35 comuni, impiega circa 350 lavoratori, ha un bilancio che nel 2013 vanta un attivo di 8,3 milioni
L’E S P O STO L’ex primo cittadino di Terracina: ”Ho perso la maggioranza per una manovra dell’o n o revo l e . La replica: “Rischiava di cascare da un anno”
di Antonio Massari Il tredicesimo arriva nella notte tra il 5 e il 6 maggio e la mattina la scena è pronta: tredici consiglie- ri aspettano l’arrivo del notaio, che è in viaggio da Fondi, e all’hotel Fiordaliso firmano la sfiducia al sindaco di Terracina. Nicola Procaccini non è più il primo cittadino. Tre consiglieri della sua vecchia maggioranza, nella notte, glivoltano le spalle: soltanto una manciata d’ore prima, però, firmano il bilancio consuntivo del Comune.
CO S’È ACCADUTO? Il punto è che nel basso Lazio, da qualche giorno, sembra avanzare una sorta di epidemia. Che colpisce in particolare gli esponenti di Fratelli d’Italia. “In questo mo- mentonon hopiù unamaggio- ranza –dice il sindaco di Latina, Giovanni Di Giorgi, Fdi –ei miei consiglieriprendono ordi- ni dalla città di Fondi”. E Fondi è il regno del senatore di Forza Italia Claudio Fazzone, ex am- ministratore della società Ac- qualatina, oggi guidata da Giu- seppe Addessi, avvocato, a sua volta molto vicino al senatore. Che c’entra Acqualatina con la caduta delsindaco diTerracina e la crisi al comune di Latina? A giudicare dall’esposto che Procaccini sta presentando in procura, il nesso è stringente, poiché i consigli i due consigli comunali rischiano di cadere come un castello di carte per il seguente motivo: Forza Italia, con Fazzone in testa, intende avere, a capo di Acqualatina, un amministratore di proprio gra- dimento. Fazzone –interpellato
da Il Fatto Quotidiano–smentisce categoricamente questa rico- struzione: “A Terracina la crisi politica si protrae da più di un anno emezzo ecomunque, Ac- qualatina, in questa storia non c’entra proprio nulla”. Intanto, però, lacrisi arrivapochi giorni dopo un’infuocata assemblea nella sededella società.Ed èbe- ne sapere che Acqualatina oltre che dar da bere, tra appalti da ge- stire e numero di impiegati, sfa- ma parecchie famiglie: la società mista (pubblicaal 51per cento) gestisce il servizio idrico per ben 35 comuni, impiega circa 350 la- voratori, ha un bilancio che nel 2013 vanta un attivo di 8,3 mi- lioni. E la sera del 23 aprile bi- sogna iniziare le pratiche per
eleggere il nuovo consiglio di amministrazione. I so- ci pubblici –cioè i co- muni –di Terracina e Latina, da soli, vanta- no una maggioranza relativa: contano il 19 per cento dei voti. Parto- no in volata, hanno trovato l’accordo, propongono la loro rosa di candidati. Insomma, Fdi tirala volataper cambiare
l’assetto e, come sostiene l’attua - le sindaco di Latina, l’intento è quello affidare Acqualatina a “persone con nessuna esperien- za politica: tecnici senza alcuna appartenenza”. Il post Fazzone, insomma, s’affaccia all’orizzon - te. Ma nella stessa assemblea già parte la controffensiva.
N E SS U N O ,infatti, hapresenta- to una lista alternativa. Il sinda- co di Roccagorga, per esempio, obietta: “La rosa dei candidati avanzata da Latina e Terracina non rispetta le quote rosa!”. Il segretario mettea verbale.Altri 14 comuni s’accodano nel dis- senso, chiedono di rinviare la decisione, e se non bastasse s’unisce al coro anche la Idrola-
tina –cioè il socio privato –che, mischiandosi con i sindaci, di- chiara: “Non vogliamo interfe- rire con l’azionariato pubblico, per carità, però anche noi vor- remmo aggiornare tutto alla prossima seduta”. E così sia: il segretario aggiorna la scelta del nuovo cda alle ore 10 del 14 maggio prossimoventuro. Sarà un caso –Fazzone sul punto è irremovibile: “la vicenda Ac- qualatina non c’entra nulla!”- ma in meno di due settimane, il primo dei soci pubblici che ave- vano proposto la nuova lista, cioè Terracina, viene rovesciato. Il sindaco cade: tre consiglieri di Fdi passano all’opposizione. E a Latina, sulla tenuta dell’ammi - nistrazione, si deciderà il 18 maggio, quando il consiglio va- luterà la fiducia. “Questioni po- litiche –continua Fazzone –che nulla c’entrano con la gestione della società: il sindaco di Ter- racina aveva già fatto il suo ri- baltone, dueanni fa,scegliendo come suo vice un esponente dell’opposizione e mettendoci fuori”. Vero. Ma l’effetto della crisi, chissà come e perché, si realizza proprio dopo l’infuocata seduta del 23 aprile sulla gestione dell’acqua. Idem a La- tina, dove gli screzi so- no antichi, ma la crisi vera s’è affacciata pro- prio in questi giorni. E così i consiglieri di Terracina stanno presentando un esposto in procura “Vogliamo capire –spiega Pro- caccini - perché alle 20 del gior- noprimahanno votatoilbilan- cio consuntivo e poi, alle dieci del giorno successivo, sono sgattaiolati nell’albergo dove c’era Fazzone e, di fronte a un notaio di Fondi, hanno fatto ca- dere l’amministrazione:che co- sa liha convintinella notte?C’è solo un argomento politico o promesse di utilità d’altro tipo?
Noi non possiamo saperlo ma vorremo che la magistratura ap- profondisse la questione”. I tre consiglieri passati all’opposizio - ne rivendicano la ragione mera- mente politicadel lorooperato. “La decisionel’ho presada solo –dice Umberto di Maio –pochi giorni fa, ma dissento da anni, ma non sapevo che c’erano an- che gli altri due: a Forza Italia ho garantito solo per me. L’ho sa- puto la mattina quando li ho vi- sti davanti al notaio”.“Acqua - latina non c’entra niente. A mezzanotte ho parlato con gli altri consiglieri –dice Angelo Scirocchi –e ci siamo dati ap- puntamento per il giorno do- po”. Ma ha votato il bilancio. “Sì, abbiamo deciso dopo il bilancio, è vero: e che significa? La situa- zione a Terracina è insostenibi- le. Qui, con i soldi dei cittadini, hannofatto unapista ciclabilee noi non eravamo d’accordo”.
il fatto quotidiano 9 maggio 2015 

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