SI
CHIEDE
LA
SOSPENSIONE
DEL
PROVVEDIMENTO
DI
SETTEMBRE
«GRAVI
EFFETTI
SULL’AMBIENTE
E
LA SALUTE
Ancora
una volta potrebbe
essere
la magistratura
amministrativa
a
sbrogliare
l’ingarbugliata matassa
dei
rifiuti e del proseguimento
dell’attività
di abbancamento
di
materiale di risulta dei
rifiuti
a Borgo Montello. Domani
infatti
si discute davanti al
Tribunale
amministrativo il ricorso
presentato
dal Comune di
Latina
e con cui si chiede la
sospensione
del rilascio dell'AIA
ai
fini della «tutela e
salvaguardia
della salute pubblica
e
dell'ambiente, seriamente
e
gravemente compromesse
dalla
prosecuzione delle attività
in
difetto della bonifica del sito
».
Come si sa il Comune di
Latina
aveva posto come condizione
essenziale
il completamento
della
bonifica secondo
l’iter
e i metodi stabiliti in conferenza
di
servizi, obiettivo che
non
risulta, al momento, raggiunto
e
ciò nonostante la Regione
Lazio
lo scorso 9 settembre
ha
comunque autorizzato
Indeco
a proseguire con la coltivazione
dell’invaso
e anzi si
prevede
l’ampliamento in un
contesto
territoriale e ambientale
già
molto compromesso.
Sia
l'Arpa Lazio che l'Asl di
Latina
hanno più volte evidenziato
l'inconciliabilità
delle attività
di
abbancamento dei rifiuti
in
assenza degli interventi di
bonifica
disposti, appunto, dal
Comune
di Latina. La sospensione
cautelare
del provvedimento
contenente
l’Aia viene
considerata
nel ricorso «necessaria
per
la tutela dei lavori primari
nella
persistenza della
mancata
attuazione delle misure
disposte».
Sempre nel ricorso si
sottolinea
che l’eventuale prosecuzione
dell’attività
potrebbe
causare
«pregiudizio grave ed
irreparabile»
all’ambiente e alla
salute
dei cittadini. Di qui la
necessità
di arrivare subito alla
sospensione
di ogni efficacia.
Come
si sa questa autorizzazione
è
stata avallata dalla Regione
in
assenza di alcuni elementi
fondanti
della domanda, che comunque
non
vengono richiamati
nel
procedimento davanti al Tribunale
amministrativo.
Indeco
al
momento della presentazione
della
domanda non ha presentato
la
prova delle polizze di garanzia,
necessarie
e previste dalle
legge;
ciò nonostante la Regione
ha
dato il via libera,
imponendo
un termine di 90
giorni
per il deposito delle polizze;
termine
che Indeco non ha
rispettato
adducendo tra le motivazioni
anche
l’inchiesta in corso
da
parte della magistratura
ordinaria
che avrebbe pesato sul
giudizio
e l’atteggiamento di
banche
e asicurazioni. In questo
modo
la società ha chiesto e
ottenuto
dalla Regione un’ulte -
riore
dilazione per il deposito
delle
polizze assicurative e adesso
il
termine scadrà a fine mese.
Ma
nel frattempo il Tar si pronuncerà
sulla
legittimità dell’au -
torizzazione
regionale e in caso
di
accoglimento del ricorso del
Comune
verrebbe meno del tutto
la
necessità di produrre le
polizze.
Secondo il ricorrente la
bonifica
non è adeguata e la
Regione
ha rilasciato l’autoriz -
zazione
prima che intervenisse il
provvedimento
finale della conferenza
di
servizi. In particolare
non
sarebbero state tenute in
considerazione
le risultanze delle
verifiche
sullo stato di attuazione
del
procedimento di bonifiche.
In
altri termini: la Regione
non
ha valutato con la dovuta
attenzione
il fatto che le falde
sono
ancora a forte rischio inquinamento
e
che l’isolamento dal
percolato
non è completo né
credibile
e in queste condizioni
ha
acconsentito che Indeco potesse
proseguire
e ampliare l’at -
tività
di abbancamento di materiale
di
risulta del pre trattamento
dei
rifiuti.
IL
QUOTIDIANO - Mercoledì 7 Gennaio 2015
4
Latina

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