GIAN
MARIO SPACCA Il
comma di Renzi
salva
le centrali a biogas del governatore
di Marco Palombi
Gian
Mario Spacca, governatore delle
Marche,
è un twittatore di livello: nelle
ultime
settimane ha edotto i suoi quasi 19mila
followers
sugli
argomenti più vari. Da Leopardi
al
suo sostegno alla Grecia ai mondiali,
dal
fare impresa al Coni fino - ossessivamente
-
alla macroregione Adriatico-Jonica. Non
manca
l’hashtag
turistico:
#
marchebellezza .
Il
27
di giugno, però, ha mancato di ringraziare
il
ministro dell’Ambiente Galletti, Udc, per il
suo
decreto. Perché? Perché il dl 91/2014 -
oltre
al regalo alle banche chiamato anatocismo
e
altre cosette - contiene anche un piccolo
comma
(per la precisione il 4 dell’articolo
15)
che nelle Marche già chiamano “Sal -
va-Spacca
”: il presidente piddino, nato a Fabriano
61
anni fa, cresciuto come manager
alla
Merloni (che per le Marche è un po’ quel
che
la Fiat è a Torino) entra così nel ristretto
circolo
dei Berlusconi e dei Previti.
Il
decreto del governo Renzi, infatti, sana la
più
scottante delle grane che coinvolgono la
Giunta
marchigiana: quella delle autorizzazioni
per
le centrali a biogas, che si portano
dietro
incentivi per circa due milioni e mezzo
l’anno
ciascuna. Ne sono state concesse a
decine,
spesso a imprenditori vicini al potere
regionale,
e tutte senza alcuna Valutazione di
impatto
ambientale (VIA). Risultato: la Corte
costituzionale
le ha annullate. Spacca, a
quel
punto, s’è inventato una delibera che
consentiva
la “VIA postuma”, ovvero realizzata
su
impianti già autorizzati o, peggio, funzionanti.
Anche
stavolta gli è andata male: il
Consiglio
di Stato, a febbraio, ha bocciato pure
questo
escamotage. La Giunta traballava,
la
Procura di Ancona indaga su alcune di queste
operazioni
(coinvolti imprenditori e alcuni
funzionari
regionali) e l’opposizione alle
centrali
a biogas continua a essere massiccia
tra
la popolazione e nello stesso Pd.
Fortuna
che c’è il governo Renzi e il suo decreto
Ambiente,
che consente la VIA postuma
entro
sei mesi e senza nemmeno spegnere
gli
impianti. E tanti saluti alla Consulta e al
Consiglio
di Stato. Qualcuno potrà pensare
che
si tratti di una descrizione esagerata, ma
di
sicuro coincide con quella del senatore democratico
Mario
Morgoni da Macerata:
“Questo
è un avallare in modo inaccettabile
atti
illegittimi e politiche speculative”.
il fatto quotidiano 9 luglio 2014
Nessun commento:
Posta un commento