mercoledì 9 luglio 2014

Il comma di Renzi salva le centrali a biogas del governatore

GIAN MARIO SPACCA Il comma di Renzi
salva le centrali a biogas del governatore
di Marco Palombi
Gian Mario Spacca, governatore delle
Marche, è un twittatore di livello: nelle
ultime settimane ha edotto i suoi quasi 19mila
followers sugli argomenti più vari. Da Leopardi
al suo sostegno alla Grecia ai mondiali,
dal fare impresa al Coni fino - ossessivamente
- alla macroregione Adriatico-Jonica. Non
manca l’hashtag turistico: # marchebellezza . Il
27 di giugno, però, ha mancato di ringraziare
il ministro dell’Ambiente Galletti, Udc, per il
suo decreto. Perché? Perché il dl 91/2014 -
oltre al regalo alle banche chiamato anatocismo
e altre cosette - contiene anche un piccolo
comma (per la precisione il 4 dell’articolo
15) che nelle Marche già chiamano “Sal -
va-Spacca ”: il presidente piddino, nato a Fabriano
61 anni fa, cresciuto come manager
alla Merloni (che per le Marche è un po’ quel
che la Fiat è a Torino) entra così nel ristretto
circolo dei Berlusconi e dei Previti.
Il decreto del governo Renzi, infatti, sana la
più scottante delle grane che coinvolgono la
Giunta marchigiana: quella delle autorizzazioni
per le centrali a biogas, che si portano
dietro incentivi per circa due milioni e mezzo
l’anno ciascuna. Ne sono state concesse a
decine, spesso a imprenditori vicini al potere
regionale, e tutte senza alcuna Valutazione di
impatto ambientale (VIA). Risultato: la Corte
costituzionale le ha annullate. Spacca, a
quel punto, s’è inventato una delibera che
consentiva la “VIA postuma”, ovvero realizzata
su impianti già autorizzati o, peggio, funzionanti.
Anche stavolta gli è andata male: il
Consiglio di Stato, a febbraio, ha bocciato pure
questo escamotage. La Giunta traballava,
la Procura di Ancona indaga su alcune di queste
operazioni (coinvolti imprenditori e alcuni
funzionari regionali) e l’opposizione alle
centrali a biogas continua a essere massiccia
tra la popolazione e nello stesso Pd.
Fortuna che c’è il governo Renzi e il suo decreto
Ambiente, che consente la VIA postuma
entro sei mesi e senza nemmeno spegnere
gli impianti. E tanti saluti alla Consulta e al
Consiglio di Stato. Qualcuno potrà pensare
che si tratti di una descrizione esagerata, ma
di sicuro coincide con quella del senatore democratico
Mario Morgoni da Macerata:
Questo è un avallare in modo inaccettabile
atti illegittimi e politiche speculative”.

il fatto quotidiano 9 luglio 2014

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