Verificare il grado di inquinamento dei terreni vicini agli stabilimenti della Raffineria di Roma, dell’inceneritore Ama a Ponte Malnome e del Rio Grande. Questo in base ai prelievi eseguiti ieri... Verificare il grado di inquinamento dei terreni vicini agli stabilimenti della Raffineria di Roma, dell’inceneritore Ama a Ponte Malnome e del Rio Grande. Questo in base ai prelievi eseguiti ieri mattina dall’Arpa Lazio su disposizione della Procura della Repubblica.
L’inchiesta è quella nata all’indomani della fuoriuscita di rifiuti dai due stabilimenti, dovuta alle violenti piogge del mese scorso. Il fascicolo conta già due indagati: Francesco Sommariva, direttore tecnico di Raffineria di Roma e Giovanni Fiscon, direttore generale di Ama. Nei loro confronti è stato ipotizzato il reato di getto pericoloso di cose.
Secondo i riscontri finora compiuti, domenica 2 febbraio sono fuoriusciti dai due stabilimenti a Ponte Malnome olii esausti (da Raffineria di Roma) e rifiuti ospedalieri, come sacche di sangue infetto, siringhe e garze, dovuti alle forti piogge. Negli atti sono finite le immagini scattate dai cittadini e dal deputato del Movimento 5 Stelle Stefano Vignaroli. Un’area paragonabile a tre campi di calcio, destinata al pascolo di ovini, è stata inondata di rifiuti tossici. Liquami che si sono riversati in un affluente del Rio Grande, che poi confluisce nel Tevere. Recenti analisi dell’Arpa Lazio, comunque, hanno constatato, proprio nel Rio Grande, la pericolosa presenza di petrolio e arsenico. Ma non solo, perché sono state rilevate - in due diversi campioni - quantità di piombo, idrocarburi vari, zinco e nichel.
Sia Ama sia Raffineria di Roma, inoltre, sono sotto inchiesta in concorso con Francesco Rando, amministratore della E.Giovi (società che gestiva la discarica di Malagrotta), per il reato di omicidio colposo e lesioni colpose di quattro persone. Secondo il capo d’imputazione, avrebbero, «nelle loro rispettive qualifiche di legali rappresentanti di opifici industriali insistenti nell’area di Malagrotta, anche in concorso ovvero cooperazione colposa con altre persone, contaminato i terreni e falde acquifere circostanti e sottostanti l’area interessata - tra l’altro - dalla Raffineria di Roma spa e dall’impianto di incenerimento di rifiuti ospedalieri e farmaci scaduti dell’Ama, corresponsabili delle emissioni inquinanti da cui derivavano la morte e le lesioni in danno di soggetti residenti o comunque operanti nella medesima zona». In sostanza, avrebbero inquinato gravemente la falda acquifera sottostante la discarica di Malagrotta, dalla quale si preleva acqua da pozzi artesiani.
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