tratto da https://www.ilfattoquotidiano.it/2021/08/10/su-191-miliardi-di-pnrr-incombe-la-burocrazia-al-ministero-di-cingolani-60-norme-inattuate-una-montagna-ora-avanti-con-400-assunzioni/6286625/

"Il ministero che si voleva “rivoluzionario” è finito nel gorgo legislativo dei testi che restano sulla carta, quello cui Draghi ha dichiarato guerra. A giugno doveva emanare 10 decreti e non ne ha fatto neppure uno. Meglio a luglio, ma l'arretrato da smaltire è ancora enorme. Il ministro spiega: "Mite creato a febbraio, il decreto che lo riorganizza solo il 31 luglio ma siamo pronti al cambio di passo". Ecco cosa paralizza il dicastero più strategico alla vigilia della sfida degli investimenti europei sull'Italia"
<Arrivano i primi 25 miliardi del Pnrr e ai funzionari di via Cristoforo Colombo tremano i polsi. A febbraio il governo Draghi ha promesso di trasformare il vecchio rospo del Ministero dell’Ambiente nel drago che brucia le tappe e porta l’Italia dritto nella Transizione ecologica. Prossimi alla meta si scopre però che la bacchetta magica non funziona e che anziché volare il dicastero cardine del piano da 191 miliardi si trascina sotto il peso di vecchie norme inattuate senza neppure il personale necessario a scrivere le nuove. Un gorgo paralizzante che preoccupa lo stesso ministro Cingolani e lo costringe a chiamare in causa il suo stesso governo: “Sono stato nominato a febbraio, il decreto che riorganizza tutto il ministero è arrivato soltanto il 31 luglio scorso, dopo sei mesi. Possiamo recuperare e ripartire, ma servono le 400 assunzioni previste”.>
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