Il Piano prevede la possibilità da parte delle Regioni di applicare la deroga alla tutela della specie, attuando abbattimenti legali. Un'azione, sottolinea il Wwf, "non solo inutile ma dannosa perché non risolve, ma può persino peggiorare il problema dei danni alla zootecnia con il rischio di legittimare il diffuso bracconaggio sulla specie". Al contrario "gli studi dimostrano che le tecniche di prevenzione dei danni - recinzioni elettrificate e cani da guardia - sono la soluzione più efficace".
L'associazione, che pubblica un "decalogo antibufale" con dieci motivi per dire di no al Piano, ricorda le stime che quantificano già in 300 i lupi vittime ogni anno in Italia di atti illegali o di investimenti stradali. "L'ipotesi di introdurre gli abbattimenti legali, sostenuta in particolare da Abruzzo, Toscana, Veneto, Basilicata, Calabria e Valle d'Aosta, è un'operazione di 'distrazione di massa': rispondendo alle istanze delle parti più retrograde degli operatori del settore, indica una soluzione - conclude il Wwf - che non solo è estremamente pericolosa per una specie che viene già colpita duramente ogni anno da bracconaggio e uccisioni accidentali, ma è del tutto inefficace e improduttiva per
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Piano d'azione nazionale per la conservazione del Lupo (Canis lupus) (.pdf)
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