L’ex
assessore all’ambiente torna sul caso degli impianti di trattamento
a Montello
E’
ex assessore, ex sostenitore della giunta, ex
consigliere
regionale, insomma un ex tutto ma
Fabrizio
Cirilli non rinuncia a criticare in
maniera
molto dura gli sviluppi della vicenda rifiuti
a
Montello. E’ contrario (da sempre) alla costruzione
di
nuovi impianti di trattamento meccanico
biologico
che comportano altre discariche. E dice
che
«i padroni dell’immondizia» approfittano della
scarsa
preparazione degli uffici pubblici per imporre
la
loro idea di gestione del ciclo rifiuti, mentre le
falde
soggiacenti la super discarica di Montello
continuano
ad essere inquinate e la Regione Lazio
non
fa niente per «fermare lo scempio e gli sprechi
».
DETTAGLI
«RICATTO
INACCETTABILE
SULLA
BONIFICA
E
SUI LIVELLI
DI
GRAZIELLA DI
MAMBRO
«Siamo
davanti agli stessi
personaggi
e alle stesse
cose
di prima, di sempre.
I
padroni dell’immondizia dettano
legge,
non vogliono la raccolta differenziata
perché
questa cozza col
loro
interesse a tenere aperte le
discariche
e a realizzare impianti di
trattamento.
E’ tutto molto chiaro,
non
capisco come mai gli uffici, il
sindaco,
il Governatore non se ne
accorgano».
E’ una dichiarazione
pro
domo sua quella che Fabrizio
Cirilli
fa da fresco ex assessore
all’ambiente
del Comune di Latina,
«cancellato»
dalla crisi politica che
ha
travolto la prima giunta Di Giorgi.
«Tutti
sappiamo - ha detto ieri
Cirilli
in conferenza stampa - che
altri
impianti di tmb in provincia di
Latina
non sono necessari perché
c’è
già la Rida che può trattare
400mila
tonnellate e infatti prende
pure
quelli di Roma. Poi: il Comune
va
a trattare con Ecoambiente sul
prosieguo
della bonifica, quando
questa
era già la condizione contenuta
nella
conferenza di servizi che
si
è chiusa col parere favorevole con
prescrizione.
Ma allora quando una
conferenza
si chiude con parere
negativo?
La verità e che stiamo
dando
la possibilità ai privati di
aggiustare
ciò che manca dall’iter
normale.
Trattare sulla bonifica dovuta
per
il pregresso è una follia, in
più
sotto ricatto occupazionale. Ci
dicono:
se ci fate fare l’impianto
assumiamo
30 persone. Beh allora
se
scaviamo un pozzo petrolifero e
diamo
lavoro a 100 persone facciamo
pure
quello? E’ evidente che qui
si
stanno tutelando gli interessi dei
privati,
sempre le stesse persone,
sempre
gli stessi progetti». Un passaggio
quest’ultimo
da cui Cirilli
tiene
fuori la sua gestione: «Quando
io
ha fatto l’assessore, insieme ai
miei
collaboratori e agli uffici, ho
cercato
di oppormi in totale trasparenza
a
questo modo di fare. Avevamo
messo
dei paletti. Avevamo anche
chiesto
alla Regione Lazio, ormai
un
anno fa, di escutere le
polizze
ma non è successo nulla. Se
il
Comune di Latina incassasse gli
interessi
del post mortem, nessuno
più
in questa città pagherebbe il
servizio
rifiuti. Se si attuasse una
seria
politica di gestione del ciclo
dell’immondizia
la Regione, con la
raccolta
differenziata, potrebbe risparmiare
200
milioni di euro. Invece
no,
si va avanti con impianti e
discariche.
Nessuno le vuole chiudere,
neppure
il Partito Democratico
che
ci ha fatto non so quante
manifestazioni
di protesta e ora,
semplicemente,
le sta autorizzando
».
IL
QUOTIDIANO - Sabato 10 Gennaio 2015
Latina
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