sabato 10 giugno 2017

RENZI MIMETICO: ORA È AMBIENTALISTA

di Daniela Ranieri È difficile non scrivere una
satira (Giovenale:
“Difficile est satira non
scribere”) sulla capacità
mimetica di Matteo
Renzi. È come Alberto Sordi, a cui
bastava uscire di casa per assorbire
modi di dire e caratteri di Roma.
Lui orecchia, annusa ciò che
funziona, e poi lo ripropone rimasticato.
È una spugna. Un avatar.
Un mimo.
Il Renzi che appare, il Renzi fenomeno,
sfarfalla sotto i nostri occhi.
Egli è Legione. Blairiano, poi
obamiano, poi marchionniano, se
annusa una sinistra che vince si ricicla
sbandieratore rosso; se i sondaggi
danno avanti Grillo lui diventa
populista (“Vuoi meno politici?
Basta un Sì”); se vince
Trump, fa l’anti-sistema (“P en s o
che Trump abbia interpretato il
cambiamento in maniera più radicale
rispetto alla Clinton”). Adesso
è macroniano.
LO RICORDIAMO tra i
giovani dem vincenti,
festeggiare non si sa cosa
alla festa dell’Unità
di Bologna nel 2014:
(quasi) tutti belli, camicia
bianca sciancrata in
vita, taglio di capelli da
generazione Erasmus
assurta a capo delle
fonderie di idee della
sinistra europea.

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