venerdì 15 agosto 2014

autostrade, l’ultimo assalto dei furbetti del cantierino la privata brebemi, inaugurata a luglio, già chiede l’aiuto pubblico hanno sbagliato le previsioni su traffico e costi. e paga il contribuente

finirà allo stesso modo (ammesso che mai comincino i lavori) l'autostrada devastante Roma - Latina corridoio tirrenico meridionale?
BRUTTE SORPRESE
Il debito per l’opera
in “project financing”
è garantito dallo Stato
Il presidente agricoltore
si è svenato per gli
espropri ai colleghi
Inodi dell’intricata saga
Brebemi arrivano al pettine
con il grande inganno
chiamato project financing.
La direttissima Brescia-
Bergamo-Milano è la prima
autostrada terminata con il
miracoloso sistema che apparentemente
fa finanziare le
grandi opere dai privati perché
le casse pubbliche sono vuote.
Solo che alla fine paga comunque
lo Stato.
LA BREBEMI è un caso esemplare.
La società controllata da Intesa
Sanpaolo e Gavio ha chiesto
un generoso contributo al Cipe
(il comitato che coordina gli investimenti
statali): 450 milioni
di euro di sconto sulle tasse o, in
alternativa, un contributo diretto
di 90 milioni e l’allungamento
da 20 a 30 anni della concessione.
Senza un aiuto, lamenta la
società, il piano finanziario non
regge e si rischia di portare i libri
in tribunale.
La singolare opera (62 Km paralleli
alla vecchia A4 e senza
aree di servizio) è stata finanziata
senza soldi statali”, ha spiegato
orgoglioso il presidente
Franco Bettoni durante l’inau -
gurazione, il 23 luglio scorso alla
presenza di un raggiante Matteo
Renzi. La frase del presidente
andrebbe però tradotta: degli
1,5 miliardi di costi propri, 830
milioni sono prestiti della Cassa
depositi e prestiti (che è pubblica)
e 700 della Bei (Banca europea
degli investimenti, pubblica
anch’essa). Che succede se Brebemi
non ce la fa a restituirli?
Paga Pantalone. La Cdp è controllata
dal Tesoro e per la Bei c’è
la garanzia della Sace, la società
che assicura i contratti delle
aziende che lavorano con l’este -
ro. Di chi è Sace? Al 100% della
Cdp. In pratica, l’autostrada
totalmente a carico dei privati”
è fatta con debiti garantiti dallo
Stato, e ora - preso atto che non
ce la farebbe a restituirli perché
le stime di traffico sono state
gonfiate - chiede allo Stato l’aiu -
tino. Così il contribuente non ha
scelta: o paga subito, o pagherà,
di più, quando la Bei farà scattare
la garanzia statale.
L’aiuto invocato serve a ripagare
gran parte degli 800 milioni di
oneri finanziari, cioè gli interessi
sui debiti. I finanziamenti di
Bei e Cdp, infatti, non sono andati
direttamente alla società,
ma al consorzio di banche dietro
il progetto (Intesa Sanpaolo,
Unicredit, Mps , Centrobanca e
Credito Bergamasco) che a sua
volta li ha girati a un tasso più
elevato per remunerare il rischio:
un pesante 7,8 per cento,
sbandierato orgogliosamente
da Bettoni in un’intervista al
Corriere di Brescia: “Nessuno ci ha
fatto un favore”.
Intanto si sono espropriati migliaia
di terreni agricoli, per la
gioia degli agricoltori lombardi,
di cui Bettoni è, guarda caso, il
presidente. I costi iniziali
dell’autostrada - stimati in 800
milioni di euro - sono triplicati
nel tempo e il 21 per cento
dell’incremento è attribuito
proprio al costo imprevisto degli
espropri. Di questi, 212 ettari
solo nella provincia del bresciano
Bettoni, che si è vantato di
aver fatto tutto senza litigi: “Il 98
per cento - ha spiegato - ha trovato
accordi bonari con la società”.
E ci mancherebbe.
La richiesta d’aiuto della Brebemi
era scritta nei numeri: degli
80mila veicoli al giorno di traffico
previsto (poi rettificati a
60mila) oggi siamo a 40mila. I
dati del progetto erano gonfiati.
Per tentare un recupero, la società
è stata costretta ad applicare
tariffe doppie rispetto alla
concorrente A4, e del 44 pe
cento superiori alla media nazionale.
Eppure - spiega Dario
Balotta, presidente dell’Osser -
vatorio nazionale trasporti - nel
2003 la concorrenza degli americani
di Bechtel è stata battuta
grazie alla promessa di applicare
tariffe molto più basse. Se Brebemi
ottenesse l’aiuto richiesto,
potrebbero ricorrere per violazione
del bando di gara”. Tanto
più che le linee guida del Cipe
prevedono che il beneficio fiscale
possa essere concesso solo se
le infrastrutture non sono ancora
entrate in servizio.
Sono già sette i grandi project financing
che hanno richiesto aiuti
pubblici, attraverso la defiscalizzazione,
con stanziamenti a
fondo perduto o con l’allunga -
mento della concessione. Dopo
la Tem Milano (la nuova tangenziale
dove confluirà la Brebemi,
oggi strozzata in due statali
mono-corsia che entrano a
Milano) e la Pedemontana Veneta,
salvate dal governo Letta
(rispettivamente con 330 e 370
milioni di euro), la Pedemontana
Lombarda (350 milioni) e la
l’Autostrada Tirrenica (completamento
della Livorno-Civitavecchia).
Per quest’ultima, il
regalo (270 milioni) arriverà
con lo Sblocca Italia, come promesso
al presidente della concessionaria
Sat, Antonio Bargone,
dal ministro delle Infrastrutture

Maurizio Lupi il fatto quotidiano 14 agosto 2014

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