finirà allo stesso modo (ammesso che mai comincino i lavori) l'autostrada devastante Roma - Latina corridoio tirrenico meridionale?
BRUTTE
SORPRESE
Il
debito per l’opera
in
“project financing”
è
garantito dallo Stato
Il
presidente agricoltore
si
è svenato per gli
espropri
ai colleghi
Inodi
dell’intricata saga
Brebemi
arrivano al pettine
con
il grande inganno
chiamato
project
financing.
La
direttissima Brescia-
Bergamo-Milano
è la prima
autostrada
terminata con il
miracoloso
sistema che apparentemente
fa
finanziare le
grandi
opere dai privati perché
le
casse pubbliche sono vuote.
Solo
che alla fine paga comunque
lo
Stato.
LA
BREBEMI è un
caso esemplare.
La
società controllata da Intesa
Sanpaolo
e Gavio ha chiesto
un
generoso contributo al Cipe
(il
comitato che coordina gli investimenti
statali):
450 milioni
di
euro di sconto sulle tasse o, in
alternativa,
un contributo diretto
di
90 milioni e l’allungamento
da
20 a 30 anni della concessione.
Senza
un aiuto, lamenta la
società,
il piano finanziario non
regge
e si rischia di portare i libri
in
tribunale.
La
singolare opera (62 Km paralleli
alla
vecchia A4 e senza
aree
di servizio) è stata finanziata
“senza
soldi statali”, ha spiegato
orgoglioso
il presidente
Franco
Bettoni durante l’inau -
gurazione,
il 23 luglio scorso alla
presenza
di un raggiante Matteo
Renzi.
La frase del presidente
andrebbe
però tradotta: degli
1,5
miliardi di costi propri, 830
milioni
sono prestiti della Cassa
depositi
e prestiti (che è pubblica)
e
700 della Bei (Banca europea
degli
investimenti, pubblica
anch’essa).
Che succede se Brebemi
non
ce la fa a restituirli?
Paga
Pantalone. La Cdp è controllata
dal
Tesoro e per la Bei c’è
la
garanzia della Sace, la società
che
assicura i contratti delle
aziende
che lavorano con l’este -
ro.
Di chi è Sace? Al 100% della
Cdp.
In pratica, l’autostrada
“totalmente
a carico dei privati”
è
fatta con debiti garantiti dallo
Stato,
e ora - preso atto che non
ce
la farebbe a restituirli perché
le
stime di traffico sono state
gonfiate
- chiede allo Stato l’aiu -
tino.
Così il contribuente non ha
scelta:
o paga subito, o pagherà,
di
più, quando la Bei farà scattare
la
garanzia statale.
L’aiuto
invocato serve a ripagare
gran
parte degli 800 milioni di
oneri
finanziari, cioè gli interessi
sui
debiti. I finanziamenti di
Bei
e Cdp, infatti, non sono andati
direttamente
alla società,
ma
al consorzio di banche dietro
il
progetto (Intesa Sanpaolo,
Unicredit,
Mps , Centrobanca e
Credito
Bergamasco) che a sua
volta
li ha girati a un tasso più
elevato
per remunerare il rischio:
un
pesante 7,8 per cento,
sbandierato
orgogliosamente
da
Bettoni in un’intervista al
Corriere
di Brescia:
“Nessuno ci ha
fatto
un favore”.
Intanto
si sono espropriati migliaia
di
terreni agricoli, per la
gioia
degli agricoltori lombardi,
di
cui Bettoni è, guarda caso, il
presidente.
I costi iniziali
dell’autostrada
- stimati in 800
milioni
di euro - sono triplicati
nel
tempo e il 21 per cento
dell’incremento
è attribuito
proprio
al costo imprevisto degli
espropri.
Di questi, 212 ettari
solo
nella provincia del bresciano
Bettoni,
che si è vantato di
aver
fatto tutto senza litigi: “Il 98
per
cento - ha spiegato - ha trovato
accordi
bonari con la società”.
E
ci mancherebbe.
La
richiesta d’aiuto della Brebemi
era
scritta nei numeri: degli
80mila
veicoli al giorno di traffico
previsto
(poi rettificati a
60mila)
oggi siamo a 40mila. I
dati
del progetto erano gonfiati.
Per
tentare un recupero, la società
è
stata costretta ad applicare
tariffe
doppie rispetto alla
concorrente
A4, e del 44 pe
cento
superiori alla media nazionale.
“Eppure
- spiega Dario
Balotta,
presidente dell’Osser -
vatorio
nazionale trasporti - nel
2003
la concorrenza degli americani
di
Bechtel è stata battuta
grazie
alla promessa di applicare
tariffe
molto più basse. Se Brebemi
ottenesse
l’aiuto richiesto,
potrebbero
ricorrere per violazione
del
bando di gara”. Tanto
più
che le linee guida del Cipe
prevedono
che il beneficio fiscale
possa
essere concesso solo se
le
infrastrutture non sono ancora
entrate
in servizio.
Sono
già sette i grandi project
financing
che
hanno richiesto aiuti
pubblici,
attraverso la defiscalizzazione,
con
stanziamenti a
fondo
perduto o con l’allunga -
mento
della concessione. Dopo
la
Tem Milano (la nuova tangenziale
dove
confluirà la Brebemi,
oggi
strozzata in due statali
mono-corsia
che entrano a
Milano)
e la Pedemontana Veneta,
salvate
dal governo Letta
(rispettivamente
con 330 e 370
milioni
di euro), la Pedemontana
Lombarda
(350 milioni) e la
l’Autostrada
Tirrenica (completamento
della
Livorno-Civitavecchia).
Per
quest’ultima, il
regalo
(270 milioni) arriverà
con
lo Sblocca Italia, come promesso
al
presidente della concessionaria
Sat,
Antonio Bargone,
dal
ministro delle Infrastrutture
Maurizio
Lupi il fatto quotidiano 14 agosto 2014
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